Delfini sotto sequestro: i cetacei saranno separati e trasferiti a Genova e Roma

Sequestrati dalla Procura Alfa, Luna, Lapo e Lampo, i quattro delfini del Delfinario di Rimini. I cetacei sono stati posti sotto sequestro giovedì pomeriggio ed il loro spostamento è previsto per venerdì

Sequestrati dalla Procura Alfa, Luna, Lapo e Lampo, i quattro delfini del Delfinario di Rimini. I cetacei sono stati posti sotto sequestro giovedì pomeriggio ed il loro spostamento è previsto per venerdì. Gli uomini della Forestale, giunti nella struttura intorno alle 19 di giovedì, dovrebbero trasportare gli animali all'acquario di Genova e a allo Zoomarine di Roma. Due da una parte e due dall'altra. Risale al 2 settembre la richiesta di sequestro firmata dal pm Marino Cerioni, la convalida da parte del gip è arrivata tre giorni fa.

L'avvocato del delfinario Massimiliano Bacillieri, risponde al Comune di Rimini, che ha negato l'ampliamento della struttura, “per altro necessitato dalla normativa in vigore, adducendo, a motivo del diniego, una incompetenza dovuta al fatto che il Delfinario di Rimini risulterebbe insistere su suolo demaniale. Al contempo, nel medesimo comunicato, il sindaco afferma che il
progetto del nuovo delfinario potrebbe essere autorizzato solo se inserito nel più grande progetto di riqualificazione dell'area realizzato dal Consorzio del Porto. Risulta evidente a chiunque la contraddizione, allorquando viene dichiarata l'assoluta impossibilità di concedere alla mia cliente la parte di territorio demaniale necessaria al progetto mentre analoga richiesta
viene soddisfatta e caldeggiata se richiesta dal consorzio di privati”.

Lav, Enpa e Marevivo chiedono al sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, di non concedere alcuna eventuale autorizzazione alla realizzazione di un nuovo delfinario a Rimini. “La struttura - ricordano in una nota le associazioni ambientaliste - è chiusa da agosto, in seguito ad un'indagine svolta dalle stesse associazioni e una successiva ispezione del Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato, i cui esiti sono stati depositati alla Procura della Repubblica. Le irregolarità contestate al delfinario dal Corpo Forestale hanno comportato sanzioni amministrative fino a 18.000 euro”. "Siamo certi che il primo cittadino saprà farsi garante della legalità, anche in questa delicata fase - affermano Lav, Enpa e Marevivo - Del resto da lungo tempo abbiamo segnalato inaccettabili irregolarità in questa struttura, tanto da chiederne l'immediato sequestro e la sua chiusura definitiva, anche per esercizio abusivo delle attività al pubblico poiché la struttura non possiede i requisti previsti dalle normative vigenti in materia".

Per gli ambientalisti le attività condotte all'interno della struttura non rispettano i dettami della normativa vigente in materia di detenzione di delfini. Lav, Enpa e Marevivo chiedono alla "città dalla forte attrazione turistica di fare un salto di qualità, risparmiando ai delfini la segregazione della cattività, e di non spendere un solo euro di denaro pubblico, di tutti i cittadini, per far sopravvivere questa inaccettabile prigione per mammiferi marini. La città e i suoi tanti turisti non hanno bisogno del delfinario". Le associazioni ribadiscono la loro richiesta di procedere ora anche nei confronti degli altri delfinari di Riccione, Fasano e Torvaianica.

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