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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Detenuto recidivo chiede ed ottiene l'espulsione, il magrebino si era rivolto anche a Salvini

Al termine di un lungo iter burocratico, lo straniero è stato accompagnato in aeroporto e imbarcato per il Marocco

Una lunga carriera criminale, interrotta nel settembre del 2011 quando era stato arrestato, quella di un 30enne di origini marocchine. Il nordafricano stava scontando una pena di oltre 5 anni per furto aggravato ma, alle sue spalle, aveva un discreto curriculum per i reati procurato allarme, rapina aggravata in concorso e simulazione di reato oltre a una serie di denunce per violenza privata, estorsione e stupefacenti. Anche una volta finito dietro le sbarre, il 30enne si è fatto notare per la sua aggressività collezionando una serie di sanzioni disciplinari per non aver rispettato gli ordini e per gli atteggiamenti offensivi nei confronti dei compagni e degli agenti della Penitenziaria. Da sempre clandestino in Italia, quando per lui si sono spalancate le porte del carcere ha deciso di fare di tutto per commutare la pena con il rimpatrio in Marocco.

Nel giugno del 2018 il magistrato di sorveglianza si era espresso a favore della sua espulsione ma, la situazione, era rimasta immutata fino a quando, nel gennaio di quest'anno, è stato trasferito nel carcere di Rimini. A mancare era il lasciapassare dell'autorità consolare marocchina e, pur di ritornare in patria, il detenuto si era rivolto al ministro dell'Interno Matteo Salvini per sbloccare la situazione. Approdato a Rimini, la Questura ha riattivato i canali riuscendo ad uscire dall'impasse e a far ottenere al 30enne i documenti per l'espulsione. Nella giornata di mercoledì, alla fine, il marocchino è stato prelevato dai "Casetti" e scortato all'aeroporto di Bologna dove, alle 17, è stato imbarcato su un volo per il Marocco scortato da due agenti della polizia di Stato.

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