Dopo l'arresto a Rimini, scarcerata Maria Buttone detta "Lady Camorra"

Oltre a lei erano stati arrestati anche il figlio, Salvatore Belforte, e sua moglie, Alessandra Golino, accusati di due delitti di estorsione aggravate dal metodo mafioso

Arrestata lo scorso 19 gennaio a Rimini, in seguito a un maxi blitz del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei carabinieri di Caserta insieme alla squadra Mobile di Caserta, è stata scarcerata Maria Buttone, soprannominata "Lady Camorra". A darne notizia è l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, suo unico difensore dal 2013. La Buttone, moglie del capoclan Domenico Belforte, era finita nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia che aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone ritenute responsabili dei reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso al fine di favorire l’organizzazione camorristica attiva a Marcianise e nei comuni limitrofi. Oltre a "Lady Camorra", erano stati arrestati anche il figlio, Salvatore Belforte, e sua moglie, Alessandra Golino, accusati di due delitti di estorsione aggravate dal metodo mafioso ai danni di due noti imprenditori di recente vessati dal clan, i fratelli Del Bene soci della Metano sud. S.p.a. ed i fratelli  Buonpane.

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Il ricorso contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcerepresentato al Tribunale del Riesame di Napoli dell’avvocato Dario Vannetiello ha visto i giudici accogliere la tesi del legale secondo il quale, a prescindere dalla equivocità delle intercettazioni svolte, l’essere destinataria di pagamenti illeciti non integra il concorso nel reato,  è stata condivisa dai giudici che ne hanno ordinato la immediata scarcerazione della Buttone. Con la stessa decisione il Tribunale di Napoli  ha confermato la ordinanza di custodia cautelare al figlio Salvatore Belforte (difeso dall’ avv. Giuseppe Foglia)  che rimane in carcere, mentre Alessandraa Golino, anch’essa difesa dall’avv. Foglia, sono stati revocati gli arresti domiciliari.            

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