Due artigiane realizzano 630 mascherine e donano oltre tremila euro per i bimbi prematuri

Elisa Magnani e Sara Biondi hanno unito le forze e nel periodo di piena emergenza si sono messe alla macchina da cucire per aiutare i neonati prematuri

Si chiamano Elisa Magnani e Sara Biondi. Sono due artigiane riminesi, note ai più con i nomi dei loro marchi, rispettivamente ReGatto e Rainshade. Prima dell'emergenza sanitaria con i loro banchi erano sempre presenti in piazza Tre Martiri durante i mercatini degli artigiani, nelle fiere più importanti del territorio e nelle manifestazioni in giro per la Romagna. Il coronavirus ha bloccato il lavoro in piazza, ma non il loro desiderio di creare. Anzi, hanno fatto un passo in più. In pieno lockdown, quando tutto era chiuso, Elisa Magnani ha avuto un'idea e ha coinvolto nel progetto Sara Biondi: realizzare mascherine in tessuto per adulti e bambini con gli scampoli della stoffa che avevano, nonostante la fatica nel reperire gli elastici per cucirle. L'obiettivo: donare il ricavato alla Prima coccola, l'associazione a sostegno delle famiglie dei piccoli nati prematuri o con patologie, alla Terapia Intensiva Neonatale (Tin) dell'ospedale Infermi di Rimini. Le difficoltà non sono mancate, ma non hanno spento il loro entusiamo. Appena Elisa ha dato il via all'iniziativa in tanti hanno risposto e, insieme, hanno continuato una produzione serrata. Elisa ha consegnato nelle attività aperte, come i forni delle città, le mascherine, e le persone che hanno sostenuto il progetto hanno potuto ritirarle.

Il risultato finale è stato più che positivo: 30 giorni, 630 mascherine, 3.600 euro donati. "Questo, quello che siamo riusciti a fare insieme per La primacoccola e la TIN Rimini - raccontano Elisa e Sara - noi abbiamo fatto la nostra parte, ma anche chi ci ha dato fiducia e ha aderito a questa raccolta fondi. Nelle lunghe settimane di lockdown è stata una bellissima alternativa per aiutare gli altri. Ci hanno sostenute, rendendosi disponibili come punti d'appoggio per la consegna la Conad la Fonte di Viserba e Panificio Giannini di San Giuliano, le persone potevano ritirare le mascherine durante le commissioni permesse per la spesa e quindi tutto si è semplificato. E' stato un grande risultato e siamo felici di aver contribuito ad aiutare i piccoli guerrieri".

La raccolta fondi si è conclusa e sia Elisa sia Sara continuano a creare mascherine portando avanti il proprio lavoro artigianale, tra nuove sfide, file in posta per spedire le creazioni e l'attesa di tornare a colorare le piazze con le loro idee creative.

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