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Frana di San Leo: "Emerge la necessità di estendere i rilievi"

Sono stati illustrati i vari scenari di rischio aggiornati nel corso dello studio e del monitoraggio

Il geologo del Servizio tecnico di bacino Romagna della Regione, Claudio Corrado Lucente, è intervenuto nei giorni scorsi al seminario “Dissesto idrogeologico: criteri di intervento e sistemi di monitoraggio – il caso di San Leo”, organizzato dall’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna e dal Consiglio Nazionale dei Geologi, con il patrocinio del Comune di San Leo, che ha ospitato l’evento nella deliziosa cornice del Palazzo Mediceo.

Il Servizio tecnico di bacino Romagna appartiene alla Direzione generale Ambiente e difesa del suolo e della costa, che fa capo all’Assessore a Difesa del suolo e della costa, protezione civile, politiche ambientali e della montagna della Regione Emilia-Romagna, Paola Gazzolo. Nella sua relazione (Il crollo del versante nord della Rupe di San Leo del 27 febbraio 2014: studio, monitoraggio e scenari di rischio) Lucente ha ripercorso le varie fasi della vicenda, coordinate dal Servizio tecnico di bacino Romagna, struttura regionale (guidata dall’ing. Mauro Vannoni) che ha messo a disposizione il proprio lavoro e le proprie professionalità.

Lucente ha così passato in rassegna l’inquadramento territoriale e storico, i dettagli sul crollo del 27 febbraio 2014, i rilievi eseguiti (morfologico e geomeccanico con l’uso di laser scanner e drone e analisi sulla sommità e in parete) e il monitoraggio in corso (per il controllo delle fratture in superficie – monitoraggio fase 1 - e in profondità – monitoraggio fase 2, integrato con il radar interferometrico). Sono stati illustrati i vari scenari di rischio aggiornati nel corso dello studio e del monitoraggio.

Nelle conclusioni, Lucente ha sottolineato "come l’approfondimento conoscitivo e il monitoraggio abbiano consentito di assumere importanti decisioni nella gestione dell’emergenza mediante la definizione di scenari di rischio a tutela della pubblica sicurezza. Oggi a presidio del versante nord della rupe di San Leo c’è in funzione un sistema di monitoraggio integrato garantito per i prossimi 5 anni, con previsione di manutenzione ordinaria e straordinaria per una gestione efficiente, affidabile e duratura nel tempo. Emerge infine la necessità di estendere i rilievi e il monitoraggio a tutta la rupe".

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