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Furti in villa, arrestati due 'professionisti' dello scasso

Due cittadini di origine bosniaca, I.D. e A.B. entrambi trentenni, di cui il primo già latitante, sono stati arrestati in quanto sospettati dei furti ai danni di alcune ville del riminese

Due cittadini di origine bosniaca, I.D. e A.B. entrambi trentenni, di cui il primo già latitante in relazione ad una condanna definitiva di 1 anno e 4 mesi per furto emessa dalla Procura di Bologna, sono stati arrestati in quanto sospettati dei furti ai danni di alcune ville del riminese. L’attività d’indagine dei Carabinieri ha origine da una serie di furti compiuti in ville isolate nei quali erano saltati all'occhio elementi comuni come l’orario, (generalmente tra le ore 20 e 22),  le modalità di apertura delle casseforti (mediante uso di flessibili o con sfondamento tramite oggetti pesanti) e la particolare altezza di uno dei rei (circa 195 cm).

Questi elementi, unitamente all’individuazione di una Mercedes classe E “EVO” 320 con targhe contraffatte, già oggetto di furto e utilizzata dai due per compiere i colpi, hanno dato inizio al pedinamento dei sospettati da parte dei militari.

Nella notte tra sabato 15 e domenica 16 settembre 2012, al termine di un lungo servizio di osservazione, è stato notato I.D. che, dopo aver parcheggiato la macchina “rubata” in una zona defilata, ha attraversato a piedi la Via Flaminia di Rimini portandosi presso un bar presente nell’altro lato della carreggiata. Considerando la pericolosità ed il momento propizio, i Carabinieri hanno deciso di fermarlo anche al fine di scongiurare un’eventuale fuga all’estero, poi confermata sia dagli stessi che dalla presenza, nel bagagliaio dell’auto rubata, di una valigia già pronta con l’occorrente per il viaggio.

Dopo averlo accerchiato, i militari lo hanno bloccato insieme al complice che, in quel momento, si trovava all’interno dello stesso bar. Successivi accertamenti, hanno fatto emergere il loro coinvolgimento in almeno tre furti in abitazione perpetrati con l’ausilio di strumenti da scasso, quali mazza, piede di porco, cacciaviti e flessibili.

I due bosniaci sono stati arrestati anche per altri reati,  quali possesso di documenti falsi (ben 5 documenti di identità), favoreggiamento personale di persona destinataria di provvedimento di carcerazione e per  resistenza a Pubblico Ufficiale in relazione  alla violenza con cui hanno agito al momento dell’arresto. A conclusione dell’operazione sono state eseguite perquisizioni veicolari e domiciliari rinvenendo, oltre ai numerosi oggetti atti allo scasso, refurtiva per un valore di circa 50.000 euro, nonché  passamontagna ed una pistola giocattolo opportunamente modificata.
 

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