Gnassi attacca il Governo: "O arrivano misure concrete o salta il banco"

Il sindaco fa i conti: "La stima di sbilancio per il comune di Rimini si avvicina ai 40 milioni di euro in meno, se saranno 3 i miliardi destinati alle amministrazioni copriranno circa 1/3 dei disavanzi"

"O i comuni, le imprese, i lavoratori, con il decreto annunciato, vedono arrivare concretamente risorse e un cambio di passo oppure salta il banco. Soprattutto per aree ad alta vocazione turistica. Che ora sono in vera e propria ‘zona rossa’ per crisi economica e tenuta sociale". Parole pesanti quelle sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che tuona contro i mancati aiuti da parte del Governo in seguito all'emergenza creatasi con l'epidemia di Coronavirus. "Al 10 maggio, oggi, la liquidità e il sostegno al credito per le imprese è zero - denuncia il primo cittadino. - La cassa integrazione più o meno anche, e quella in deroga ancora nessuno la ha vista. Le mancate entrate per i comuni superano e di molto anche i 5 miliardi di euro ipotizzati un mese fa come fondo risarcitorio da destinare  ai comuni. Ma i comuni devono continuare a pagare i servizi per le persone, i servizi sociali. Solo da mancate entrate per imposta di soggiorno si fanno stime tra i comuni italiani che vanno dal meno 65 al meno 80 per cento. La stima di sbilancio per il comune di Rimini si avvicina ai 40 milioni di euro in meno, e così in proporzione per tutti i comuni della provincia. La proiezione è che se saranno 3 i miliardi per i comuni destinati dal Governo: copriranno circa 1/3 dei disavanzi di bilancio comunali. La dico con brutalità: dopo 3 mesi e la fase 2 davanti francamente chi amministra le città non ne può più di annunci di esponenti del Governo".

"I comuni, Anci, UPI hanno fatto proposte reali al governo, sui bisogni di lavoratori e imprese - prosegue Gnassi. - Il conflitto tra regioni e governo invece si scarica sui comuni. Con la tentazione persino , espressa da qualche ministro, della necessità di un nuovo centralismo statale. Che afferma: decidiamo tutto da Roma. E invece di prendere come esempio virtuoso la regione Emilia Romagna che al contrario coinvolge nelle scelte territori e comuni in modo strutturale e istituzionale, anche noi e la nostra regione rischiamo di essere travolti da scelte inadeguate e fuori tempo massimo, prese senza un ascolto e coinvolgimento fattivo. Nessuno più dei sindaci sa che si sta affrontando il mai visto prima, che tutti i governi, compreso quello italiano si trovano a gestire uno scenario difficilissimo. Per questo chiediamo a ministri, vice ministri di non avere la spocchia quando i comuni esprimono proposte. Non può essere che quello che ci sarà nel decreto maggio per i comuni, per il turismo, sulla cosap e altro sia il frutto di trattative estenuanti e quotidiane e senza senso che i territori fanno col governo. Anziché frutto di un coinvolgimento strutturale e straordinario dei territori e della consapevolezza della strategicita del loro ruolo in questa fase. Il bonus alimentare seppur limitato i Comuni lo hanno gestito in pochi giorni. I cantieri che non fa Anas, i soldi che non da l'Inps, noi almeno la responsabilità di attivarli subito ce la prenderemmo. È una cessione di sovranità ai sindaci? Almeno sapremmo rispondere del perché non arrivano risposte. Dove è la sburocratizzazione?"

"Segnaliamo tutti i giorni il pericolo della criminalità organizzata che nella crisi può penetrare - aggiunge il sindaco di Rimini. - Ma è proprio il fare subito, il far ripartire cantieri e economia che può combattere le infiltrazioni e il radicamento della malavita. Con l’adozione ad esempio, dentro un quadro di regole e trasparenza  del modello Genova per fare un ponte in un anno, che diventa anziché un'eccezione, una possibilità normale che si da ai comuni. Invece i comuni per far partire una cosa sono bloccati da burocrazia che richiede anni. In sede istituzionale di confronto in unità di crisi regionale con il presidente Bonaccini, i comuni, la giunta regionale, le province, il ministro Boccia agli affari regionali ha assunto questi temi e impegni. Peccato invece che altri esponenti del Governo si limitino per ora a qualche annuncio e a qualche sterile comparsata. Serve invece un cambio di passo. Un coinvolgimento strutturale in questa fase straordinaria del livello più vicino ai cittadini che sono i comuni nel gestire e risolvere la crisi. Senza questo, senza risorse e con la burocrazia non ce la faremo. Serve un nuovo asse istituzionale coi territori nella crisi, e non l’amicizia estemporanea con questo o quello. Nel decreto maggio ci saranno provvedimenti utili. Oltre due miliardi per turismo con il buono vacanze . Il ministro Franceschini ha raccolto alcune proposte".

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"Ma ripeto - conclude Gnasssi - oggi o c è considerazione vera e coinvolgimento strutturale dei territori, e con essi dico comuni imprese lavoratori e rappresentanze, o non basterà buttare il cuore oltre l’ostacolo a Rimini esentando dal pagamento di Tari, Tosap, rette scolastiche per i mesi del blocco totale, attivando misure straordinarie come Rimini Open Space. Basta vedere, in tutto questo, l'altro giorno l'ennesimo schiaffo da Roma: da un lato annunci, tv e social, dall'altro invece il rifiuto di assumere un provvedimento unitario e omogeneo su tutto il territorio italiano per ciò che riguarda lo slittamento di tasse e tributi. Si è preferito lasciare la patata bollente ai singoli comuni. E per le imprese , insisto, ad oggi ancora i ritardi nella cassa integrazione e nel versamento dei 25 mila euro di prestito. Non è tollerabile, anche la propaganda dovrebbe avere almeno un soprassalto di buongusto ed esimersi da questo girotondo. Vediamo se per evitarne altri può servire una proposta che avanzo. Guardando a Rimini, alla sua provincia. Guardando a quei territori italiani ad alta vocazione e turistica. Rimini è stata zona arancione causa pandemia ma, dal punto di vista economico e dell’occupazione è di fatto oggi, nella fase 2, “ zona rossa’ per gli effetti pesantissimi sull’economia e dunque sul futuro della comunità. Non saranno la meccanica, la manifattura, la chimica, la siderurgia a pagare il prezzo più alto della crisi. Da adesso in avanti sarà il turismo a pagare il costo più alto della pandemia . Il turismo importa persone e relazioni, proprio le due sfere più devastate dal Covid 19. Non possiamo attendere settimane, e ormai anche i giorni rischiano di essere troppo lunghi. Si abbia il coraggio per una volta nella storia di questo paese di sostenere l'industria del turismo. Di fare piani straordinari di sostegno, si decretino veri e propri stati di emergenza per quelle aree del paese colpiti sia dal dramma sanitario e sia da quello economico e sociale . È semplicemente a rischio la tenuta sociale di intere aree del paese e non la tenuta politica di qualcuno. Governo, batti un colpo vero".

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