Guerra dei dehors, la Fipe: "Una situazione grottesca mai accaduta nella nostra Regione"

Matteo Musacci: "Non è pensabile che per gli errori di alcuni debbano pagare tutti le conseguenze"

Nella guerra dei dehors entra in campo presidente di FIPE – Coordinamento regionale Emilia Romagna, Matteo Musacci,  che sottolinea come "I pubblici esercizi di Rimini stanno vivendo una situazione grottesca, che non è mai accaduta nella nostra Regione e di cui non si riescono a comprendere le ragioni. Con queste decisioni unilaterali la Sovrintendenza sta minando la sopravvivenza di un centinaio di imprese, l’offerta turistica di una città fiore all’occhiello dell’ospitalità e la credibilità delle istituzioni che hanno firmato i regolamenti esistenti. Come presidente di FIPE – Confcommercio del Coordinamento regionale Emilia Romagna ritengo che non sia accettabile cambiare le carte in tavola quando le imprese hanno investito e programmato il futuro della propria attività sulla base di regole scritte che permettevano l’installazione di dehors annuali. Smontare un dehor con le caratteristiche imposte dal regolamento comunale implica costi enormi, rimontarlo ne richiede altrettanti: come può una micro-impresa farsene carico due volte l’anno e perdere anche il lavoro dei mesi invernali? Se si andrà davvero in questa direzione, il rischio è dover mettere a bilancio aiuti pubblici per sostenere poi queste aziende. 

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"Fipe - prosegue - non chiede sanatorie agli abusi: dove le regole non sono state rispettate si deve intervenire, anche a tutela degli operatori che hanno sempre lavorato rispettando le norme. Ma non è pensabile che per gli errori di alcuni debbano pagare tutti le conseguenze. Così come le decisioni di una persona non possono  stare al di sopra delle regole: in democrazia funziona esattamente al contrario. Se si vogliono cambiare, ci si sieda al tavolo e si discuta, chiamando in causa anche le associazioni che rappresentano le categorie economiche interessate. Una città turistica come Rimini non può essere privata dell’opportunità di avere spazi esterni per la somministrazione di bevande e alimenti nei mesi autunnali e invernali. Se la Sovrintendenza andrà in questa direzione, non solo farà danni alle imprese, ma anche alla città stessa. Ogni luce che si spegne quando chiude un’attività lascia spazio al degrado e alle problematiche di ordine pubblico. Il Coordinamento Regionale di FIPE – Confcommercio sarà al fianco dei pubblici esercizi riminesi in questa battaglia".

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