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I calciatori del Rimini con il "pancione": solidarietà alla pallavolista incinta

L'assessore Sadegholvaad ricorda e plaude invece all'esempio della società cesenate ricordando la storia della calciatrice Alice Pignanoli

E' balzato alle cronache nazionali il caso della giocatrice del Volley Pordenone, Lara Lugli, che i è vista negare una mensilità di stipendio a causa della maternità ed è stata citata per danni dal suo club. Tante le manifestazioni di solidarietà, anche dal mondo della cultura, fra cui la foto postata dall'attore Alessio Boni che si è mostrato sui social con il "pancione". A sostenere Lara Luglio c'è tutto il mondo dello sport e anche i giocatori del Rimini FC hanno voluto esprimere la loro solidarietà facendosi scattare una foto con "pancione" e ricordando che “domenica durante la finale A2 di Coppa Italia che si è giocata a Rimini, le atlete del volley femminile sono scese in campo con un pallone sotto la maglietta”, anche loro si sono fatti fotografare con lo stessi gesto.“Il messaggio – spiegano i calciatori – è chiaro: chiedono diritti, la tutela della maternità, il riconoscimento del loro status di professioniste. Le disparità di genere sono troppe, ogni giorno, in tutti i campi ed il Rimini FC si unisce orgogliosamente a questa battaglia nell’interesse di tutte le donne”.

E, sempre sul tema, giovedì l'assessore Sadegholvaad ha postato sulla sua pagina social un plauso a una società cesenate ricordando la storia della calciatrice del Cesena Alice Pignanoli che aveva raccontato quando il club per cui giocava aveva scommesso su lei quando era all’ottavo mese. "Spero che la mia storia sia da esempio", aveva dichiarato Pignagnoli, che aveva firmato un nuovo contratto con la società romagnola dopo la maternità.

"Una storia che va in netta controtendenza con ciò che è accaduto pochi giorni fa a Lara Lugli, pallavolista che a causa della maternità non ha ricevuto l’ultima mensilità di stipendio venendo inoltre citata in giudizio dalla società - scrive Sadegholvaad - Una vicenda che giustamente ha sconvolto il mondo dello sport femminile e non solo. Per questo accolgo con grande felicità la storia di Alice e plaudo l’operato della società romagnola, che con questa scelta danno un importante e positivo segnale a tante donne che potrebbero trovarsi nella stessa condizione".

Sulla vicenda anche Assist Associazione Nazionale Atlete ha lanciato la campagna #IOLOSO, che sta avendo grande successo sul web, alla quale stanno aderendo campioni e campionesse dello sport: da Cristina Chirichella (capitana della nazionale di volley) a Tania Di Mario (regina della pallanuoto italiana), a Carolina Morace, Valentina Soggiu (Juventus Women), Martina Caironi (bi-campionessa paralimpica) e tanti altri.

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