Idraulico assassinato: i giudici ribaltano il verdetto, condannati i due fratelli

Il delitto si era consumato davanti a un ristorante: il 42enne, marito e padre di tre figli, di cui uno al tempo non ancora nato, è stato freddato per vendetta

Ucciso in mezzo alla strada. Freddato a colpi di pistola, nel 2016, davanti a un ristorante di Rivabella. Questa la fine di Petrit Nikolli, l'idraulico 42enne, originario dell'Albania, per aver cercato di difendere una nipote dalle violenze del marito. Una vicenda che ha visto condannare in primo grado tutti e tre i connazionali, padre e due figli, uno dei due marito della nipote, partiti da Milano per vendicarsi. Alla sbarra erano dunque finiti il 48enne Lek Preci e i figli, Edmond 29 anni e Altin 30. I due ragazzi però erano stati assolti in Appello, una sentenza che la Cassazione aveva poi annullato. Giovedì i giudici della Corte d’assise di appello, chiamata dalla cassazione a pronunciarsi nuovamente, hanno inflitto ai due fratelli la pena di di venti anni e sei mesi per omicidio volontario in concorso con il padre, che di anni ne sta scontando 25.

Anche se a freddare il parente è stato il padre, per i giudici bolognesi entrambi i figli erano consapevoli delle sue intenzioni e quindi complici del delitto che ha strappato alla vita Petrit Nikolli, marito e padre di tre figli, il terzo era in arrivo.

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Un assassinio commesso la sera del 25 maggio 2016, quando i tre sono partiti da Milano alla volta di Rimini per chiarire la situazione. Il killer si è quindi incontrato con Nikolli sul lungomare Toscanelli e ne è nata un'accesa discussione con l'uomo che pretendeva di riavere la propria moglie. Al termine della lite, però, il 42enne si è allontanato dando le spalle al suo assassino che, estratta una pistola, ha esploso un unico colpo contro l'idraulico colpendolo alla base del collo e uccidendolo sul colpo. I tre sono poi fuggiti via a bordo della loro auto, ma gli agenti della Squadra Mobile di Rimini li hanno subito individuati e arrestati in Lombardia.

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