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Il Comitato no antenna di Coriano: "Superficialità e disinteressa della giunta Spinelli"

Dopo l'annuncio del senatore Croatti di un'inchiesta della Procura sull'installazione del ripetitore a ridosso del cimitero

Si aggiunge un nuovo capitolo alla controversa questione dell'installazione dell'antenna cellulare di Wind a Coriano e, dopo l'intervento del senatore pentastellato Marco Croatti che ha svelato l'esistenza di un'inchiesta della Procura sulla procedura autorizzativa dell'impianto, a scendere in campo è Alessandro Cavuoti, del Comitato no antenna di Coriano. "Da quando l'antenna è stata installata il 14 dicembre sono passati due mesi - spiega. - In questi sessanta giorni abbiamo assistito al consueto infelice minuetto della Spinelli che ancora sostiene di avere una trattativa in corso con la Wind per la dislocazione dell'antenna. Sarebbe questo il motivo che, a loro modo di concepire la trasparenza amministrativa, giustifica il diniego relativo all'accesso agli atti presentato dalla minoranza in merito alla lettera spedita dall'Amministrazione di Coriano a Wind il 2 dicembre nella quale sarebbe contenuta la proposta alternativa di ubicazione dell'antenna.   Cosa contiene quella lettera da non poter essere resa di pubblico dominio? E' di ieri la notizia che il Ministro dei beni culturali e conseguentemente la Soprintendenza di Ravenna ha risposto all'interrogazione parlamentare del Senatore Croatti del Movimento 5 Stelle. La risposta del Ministro denuncia una situazione di assoluta negligenza e scorrettezza amministrativa da parte del Comune di Coriano che avrebbe completamente bypassato la Soprintendenza in tutto l'affare antenna Wind.  E non possiamo poi non evidenziare la vergogna di come il Comune di Coriano “non sia dotato di Piano Strutturale che includa misure di tutela archeologica” come denunciato nella stessa notizia di ieri.

"Le accuse formulate nella risposta all'interrogazione parlamentare del Senatore Croatti sono molto gravi - prosegue Cavuoti - ed evidenziano l'approssimazione e la noncuranza con le quali è stata portata avanti da parte della Giunta Spinelli-Ugolini questa opaca faccenda. Accuse che gettano una spessa ombra sulla sincerità delle argomentazioni con le quali per mesi si è cercato di dare un senso ad una scelta che un senso non ce l'ha. Anzi ce l'ha, ma non è quello che viene dichiarato ufficialmente. Ora veniamo a sapere che c'è in corso un'indagine della Procura relativa alla legittimità di cedere quel terreno ad un'azienda privata dato che sullo stesso insisterebbe un vincolo legato all'adiacente cimitero. Non proprio un dettaglio. Questa indagine a quanto pare potrebbe anche concludersi con un'ingiunzione a smontare e delocalizzare l'antenna. Non proprio una bazzecola.  Non ci pronunciamo su questa eventualità nel rispetto delle indagini della Procura e del lavoro della Soprintendenza e rimaniamo fiduciosi del fatto che le cittadine e i cittadini di Coriano a questo punto non abbiano più dubbi sulla superficialità e il disinteresse per il bene pubblico del nostro paese messi in campo dalla coppia Spinelli-Ugolini i quali hanno la responsabilità grave di aver determinato un danno difficilmente sottovalutabile al patrimonio storico, paesaggistico e turistico di Coriano".

“Invece di cercare capri espiatori per le sue inadempienze, la sindaca Spinelli avrebbe dovuto coinvolgere immediatamente la Soprintendenza che è venuta a conoscenza dell’intenzione di piazzare un’antenna nell’area del castello malatestiano solo grazie al comitato dei cittadini. Adesso è chiaro a tutti che le nostre preoccupazioni sull’operato del Comune, anche alla luce di quanto emerso dai rilievi del Ministero dei Beni culturali e delle indagini della Procura, erano e restano più che fondate mentre l’operato della sindaca Spinelli continua a dimostrarsi come sempre poco trasparente e unicamente finalizzato a cercare in tutti i modi di nascondere le sue gravi manchevolezze”. È questo il commento di Silvia Piccinini e Nadia Rossi, rispettivamente consigliere regionali del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, riguardo al caso dell’installazione di una maxi antenna per la telefonia mobile a ridosso del Castello dei Malatesta. “Il fatto che il Comune abbia completamente tenuto all’oscuro dell’intera vicenda la Soprintendenza dimostra come non ci sia mai stata da parte della sindaca Spinelli una reale volontà di trovare davvero una reale alternativa alla collocazione dell’antenna che sorge a fianco delle mura del cimitero storico corianese – aggiungono Silvia Piccinini e Nadia Rossi – Adesso la negligenza della giunta Spinelli-Ugolini potrebbe esporre il Comune anche a un danno erariale del quale i cittadini dovranno farsi carico. Si tratta di una situazione grave che legittima ancora una volta la nostra richiesta di immediate dimissioni della sindaca che avevamo espresso già qualche settimana fa. I cittadini di Coriano non meritano di essere presi ancora in giro”.  

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