Il gip Gennari e il pm Giovagnoli fanno il punto sulla mafia al Nord

Si è svolta venerdì mattina a Riccione l'iniziativa "La Giornata della Legalità" (4°edizione), un momento di studio e riflessione con i maggiori protagonisti della lotta quotidiana alla criminalità organizzata

"Le Mafie al Nord: quali, come e dove operano". Si è svolta venerdì mattina a Riccione l’iniziativa “La Giornata della Legalità” (4°edizione), un momento di studio e riflessione con i maggiori protagonisti della lotta quotidiana alla criminalità organizzata e ai suoi tentativi di infiltrazione nei gangli della vita economica e sociale del Paese. Sono intervenuti Giuseppe Gennari, gip di Milano; Paolo Giovagnoli, Procuratore Capo di Rimini; Pino Masciari, imprenditore e testimone di giustizia.

Moderatore dell'incontro: Mino Taveri, giornalista e conduttore televisivo. All’incontro, aperto dal Sindaco Massimo Pironi e dall’Assessore al turismo Simone Gobbi hanno partecipato numerose autorità civili, tra i quali il Prefetto Claudio Palomba, e militari. Presenti inoltre 400 studenti delle classi terze e quarte dell’Istituto professionale Alberghiero Severo Savioli e del Liceo Scientifico e Artistico Volta-Fellini, con i loro dirigenti scolastici e insegnanti.

Quale introduzione alle testimonianze dei tre relatori, sono stati proiettati il video-denuncia “Emilia Romagna: ultima terra di conquista, girato e interpretato da alcuni studenti dell’Istituto Alberghiero “Severo Savioli” (Fabio De Canal e Dario Primucci, Classe IV a), e la presentazione-appello dal titolo “Non abbassate la guardia” proposta dagli studenti Edoardo Angelini, Raffaele Giamprini e Alberto Zanotti del Liceo Scientifico e Artistico Fellini-Volta di Riccione.

“Abbiamo ancora il bellissimo ricordo dell’incontro con Maria Falcone – ha detto il Sindaco Pironi nella sua introduzione al dibattito – a cui abbiamo consegnato la cittadinanza onoraria di Riccione. La crisi che stiamo attraversando non è solo economica, ma è anche una crisi dell’uomo. E’ il futuro dei ragazzi che rischia di essere proiettato fuori dal nostro Paese, e questo anche perché l’illegalità e la malavita organizzata, per come si sono inserite nel tessuto produttivo socio-economico, sottraggono risorse agli interventi in favore del lavoro e dell’occupazione giovanile. Ringrazio il Prefetto Claudio Palomba per l’attenta azione di vigilanza contro queste infiltrazioni, soprattutto nel settore degli scambi immobiliari e nei passaggi di gestione delle imprese.”

“Dalle investigazioni e dalle ricerche che anche i ragazzi hanno presentato per questa occasione – ha aggiunto l’Assessore al turismo Simone Gobbi – risultano presenti in Emilia-Romagna 49 diversi clan di camorra, ndrangheta e mafia. Si capisce quindi la necessità di tenere sempre la guardia ben alta, perché non ci sono territori immuni dalle infiltrazioni malavitose”.

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