Il parco del Gelso di Bellaria diventa sempre più luogo della memoria

Insieme all’altro “Giusto tra le Nazioni”, Ezio Giorgetti, e grazie a una più ampia rete di solidarietà tutta bellariese, il Maresciallo Carugno contribuì tra il ’43 e il ’44 al salvataggio di trentotto ebrei

Da sinistra Giovanni Ricci detto “Zvan dla banasera”, Nellino Calderoni ed Osman Carugno (collezione privata Nellino Calderoni)

L’Amministrazione Comunale di Bellaria ha definito l’intitolazione di una piazzetta del Parco del Gelso al Maresciallo Osman Carugno: dopo la recente ricollocazione del monumento “A tutti i Caduti di tutte le guerre”, con iscrizione alla memoria di Gualtiero Giorgetti, quindi, un altro spazio del ‘polmone verde’ di Igea Marina diverrà presto un luogo dedicato alla memoria. La piazzetta individuata è adiacente a quella già intitolata dall’Amministrazione ad Ezio Giorgetti, figura a cui il nome di Osman Carugno è legate in maniera indissolubile: i due furono protagonisti, negli anni 1943-44, della straordinaria esperienza di coraggio, solidarietà e difesa della dignità umana che portò, a rischio della loro stessa vita, al salvataggio di trentotto ebrei provenienti dalla Jugoslavia e braccati dai nazisti. All’epoca dei fatti, il Maresciallo Osman Carugno era al comando della Stazione dei Carabinieri di Bellaria, e fu in questa delicata veste che prestò concreta collaborazione verso i fuggitivi, tra i quali numerosi bambini, donne e anziani, provenienti dal campo di concentramento di Asolo, in provincia di Treviso. Il progetto dei profughi, quasi tutti di Zagabria, sembrava impossibile, ma grazie alla generosità dei nostri concittadini - che li nascosero per oltre un anno, prima a Bellaria e poi a Pugliano, nel Montefeltro, fino all’arrivo degli alleati - riuscirono a raggiungere il Sud e a guadagnare la libertà.

Carugno rischiò la propria vita fornendo ospitalità, trasferimenti e i documenti necessari: un gesto di coraggio ancor più significativo, poiché non rivendicò mai nulla per sé e si mostrò persino restìo a parlarne in famiglia, pago solo della convinzione di aver fatto quello che riteneva giusto. Nell’aprile del 1985, il Maresciallo Osman Carugno, scomparso dieci anni prima, è stato insignito dalla commissione dello Yad Vashem, l’Istituto per la memoria della Shoah dello Stato di Israele, del titolo di “Giusto tra le Nazioni”: la stessa onoreficenza che, ventun’anni prima, era stata ricevuta dal Comm. Ezio Giorgetti. Osman Carugno ed Ezio Giorgetti hanno rappresentato l’espressione più alta di una sensibilità e un’umanità condivise da molti cittadini di Bellaria Igea Marina, come accertato dalla ricerca storiografica che ha dato vita alla mostra “Giusti fra le Nazioni. Bellaria Igea Marina 1943/44. A fianco degli Ebrei perseguitati”: inizialmente allestita presso i locali della Stazione di Bellaria, è divenuta oggi un’esposizione permanente visitabile alle Scuole Medie.

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I nuovi ‘spazi’ intitolati a Giorgetti e Carugno si inseriscono nel contesto del costante impegno dell’Amministrazione Comunale di Bellaria Igea Marina, verso la comprensione, l’approfondimento e la divulgazione, non solo dei drammatici fatti del secondo conflitto mondiale e della Shoah, bensì di tutti i grandi drammi del Novecento, in un’ottica di memoria condivisa a beneficio, soprattutto, delle giovani generazioni: in questa prospettiva, vengono onorati, annualmente e con immutata commozione, importanti ricorrenze come il Giorno della Memoria – che il 27 gennaio ricorda le vittime dell’Olocausto -, ed il Giorno del Ricordo – che il 10 febbraio commemora le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

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