Impennata di minacce agli amministratori pubblici, 3 casi a Rimini

In regione nel 2019 si è registrato un aumento del 45% del fenomeno che vede sindaci, assessori e consiglieri venire presi di mira soprattutto sui social network

Con 29 atti intimidatori registrati nel 2019, in aumento del 45% rispetto ai livelli del triennio precedente, l'Emilia-Romagna si colloca all'ottavo posto in Italia per minacce agli amministratori pubblici. Lo rileva Avviso pubblico, associazione per la la legalità negli enti locali, nella nona edizione del Rapporto "Amministratori sotto tiro". In dettaglio l'anno scorso si sono registrate 11 intimidazioni in provincia di Bologna, concentrati soprattutto nel capoluogo felsineo. Reiterati insulti, post diffamatori e minacce sono andati avanti per settimane su una pagina Facebook nei confronti dell'assessore alla mobilità Irene Priolo. Minacce di morte e pesanti insulti sessisti sono giunti su un'altra pagina Facebook, e anche attraverso messaggi privati, alla candidata alla presidenza dell'Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni. Anche a Casalecchio di Reno protagonisti in negativo i social network: insulti contro la consigliera Alice Morotti, per aver contestato le uscite di un consigliere di opposizione, secondo cui "il 90% delle denunce di violenza di uomini su donne sono false e vengono archiviate intasando procure e tribunali".

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In provincia di Reggio Emilia sono invece sette i casi registrati. A Luzzara il sindaco Andrea Costa, ora consigliere regionale, ha ricevuto una cartolina che lo definiva "Vigliacco indecente traditore della tua patria" e meritevole di "fucilazione alla schiena" forse in risposta alla cosiddetta ordinanza "anticattiveria" sui social, che Costa aveva emanato. A Bibbiano, poi, incessante il flusso di minacce- attraverso social e lettere- che ha investito gli amministratori e i dipendenti pubblici dei Comuni della Val d'Enza dopo l'esplosione dell'inchiesta "Angeli e Demoni" sui presunti affidi illeciti di minori. Quattro casi nella provincia di Modena. A Bastiglia il consigliere di opposizione Antonio Spica, candidato alle Amministrative, ha presentato denuncia ai Carabinieri per una lettera recapitata nella cassetta postale della sua abitazione, accompagnata da una fotografia di due proiettili. E ancora tre casi in provincia di Rimini, due in quella di Piacenza e uno a testa a Parma e Ferrara. Nel piacentino a Caorso, a seguito di un'indagine che ha portato all'arresto di oltre 30 persone, emergono minacce rivolte al sindaco Roberta Battaglia per il controllo di una stazione ecologica. Avviso pubblico ricorda infine che, come confermato dal maxi processo contro la 'ndrangheta Aemilia, il territorio emiliano è frontiera per le mafie. Già nel 2014, un anno prima dell'inchiesta, l'allora procuatore capo di Bologna Roberto Alfoso puntava il dito sulle famiglie di Cutro (radicate a Reggio Emilia e Brescello) e chiariva: "Non si recide il cordone ombelicale conla casa madre e non c'e' neppure conflittualita' armata tra le diverse organizzazioni. C'è invece spazio per tutti".

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