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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca

Indino, SILB-Fipe Emilia Romagna: “Il Decreto anti rave party dimostra che si può combattere l’abusivismo dilagante"

Il presidente aggiunga: "Questo provvedimento sarà migliorabile e come SILB siamo a disposizione, ma intanto ha colpito la punta di un iceberg a cui ci opponiamo da troppo tempo”

Plaude al Decreto anti rave party Gianni Indino, presidente del SILB-Fipe dell’Emilia Romagna aderente a Confcommercio, che individua il provvedimento come un possibile capostipite alla lotta all'abusivismo dilagante nel settore del ballo. “Il Decreto anti rave party ha dimostrato che si può fare, che si può combattere l’abusivismo dilagante nel settore del ballo, come chiediamo a gran voce da molti, troppi anni, senza essere ascoltati. Per il nostro comparto l’abusivismo è una piaga pesante – spiega Indino – capace di minare la sicurezza degli avventori e di fare uscire dal mercato le imprese attraverso la concorrenza sleale. Si parla tanto di sicurezza, ma nessuno finora aveva preso provvedimenti per arginare l’abusivismo. È la punta di un iceberg fatto di attività organizzate senza titolo che danneggiano le imprese regolari, creano danni sociali, economici e situazioni di enorme difficoltà su diversi fronti. A cominciare proprio da quello della sicurezza, con situazioni in cui basta una scintilla per innescare problemi di ordine pubblico, anche a discapito dei ragazzi che vi partecipano. Sul nostro territorio gli esempi non mancano, con feste da ballo senza alcun permesso che spuntano come funghi nei luoghi più disparati: in campagna, in spiaggia, nelle ville, nei capannoni in disuso. 

"La concorrenza sleale - aggiunge - è una pratica scorretta, che limita gli investimenti delle imprese perché i ricavi si assottigliano e non si riesce a stare al passo con i tempi nell’adeguamento degli arredi, della tecnologia, con la creazione delle nuove tendenze. E a trarne profitto è solamente chi organizza feste abusive senza nessun titolo. Nemmeno la legalità è un aspetto dell’abusivismo che può restare in secondo piano perché in questo tipo di eventi non c’è nulla che certifichi o quantifichi le imposte dovute e non versate. Quelle stesse imposte che invece pesano sui locali regolari: Iva, imposta sul pubblico spettacolo, diritti autorali, solo per citarne alcune. Inoltre, i locali da ballo sono controllati dalla Commissione di vigilanza con tecnici comunali, vigili del fuoco e funzionari Asl che ne certificano l’essere a norma, ma ciò non si può dire per questi luoghi improvvisati che sono terra di nessuno. Per questo ritengo giusto anche il sequestro dei materiali tecnici di proprietà, che diventa un ottimo deterrente. Questo provvedimento del governo non sarà perfetto e forse avrà bisogno di qualche correttivo, sarà da migliorare, ma deve rimanere in piedi. Lo riteniamo un segnale che va nella direzione auspicata da tempo dal SILB e confidiamo che per eventuali migliorie la nostra associazione, che rappresenta la quasi totalità delle imprese di intrattenimento da ballo sul territorio nazionale ed è attenta conoscitrice del settore, possa essere ascoltata e presa in considerazione per dare un apporto concreto”.
 

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