L’Aero Club: "Siamo stati lasciati soli a gestire l'aeroporto di Rimini"

A difesa del territorio riminese e romagnolo, l'associazione non demorde e continuerà la ricerca di partner per poter traghettare il "Fellini" verso la riapertura

 Dal 4 novembre l’aeroporto di Rimini è di nuovo in funzione, seppure per la sola Aviazione  Generale. La sua gestione provvisoria è stata possibile grazie all’azione tempestiva della  Prefettura, di ENAC, di tutti gli Organi di Stato per la sicurezza e il controllo e, non ultimo,  dell’Aero Club di Rimini che si è fatto carico del gravoso impegno di non far decadere l’attività  aeroportuale. "Comprendiamo - spiegano dall'Aero Club - come sia difficile, per chi non è addentro ai tecnicismi del settore, capire quanto sia rilevante la differenza fra l’esistenza di un aeroporto aperto, anche se con grandi  limiti, e un aeroporto completamente chiuso. E’ la stessa differenza che c’è fra possedere un  terreno e avere lo stesso terreno con le carte a posto per costruirci sopra un grattacielo. L’Aero Club si è fatto per ora interamente carico degli impegni di questa gestione transitoria,  pur continuando a cercare tra le realtà cittadine un aiuto per mantenere aperta ed efficiente la  vitale infrastruttura che fino a pochi giorni fa ha portato sul territorio decine di migliaia di  turisti, russi e non, ora dirottati sull’aeroporto di Ancona. Dopo una settimana di contatti e relazioni in tutte le direzioni, l’Aero Club prende  tristemente atto della latitanza di tutti gli interlocutori istituzionali locali che, al  momento, sembrano più interessati ad occuparsi del toto-assegnazione bando ENAC piuttosto  che prendere in seria considerazione che non ci sarà alcuna ripartenza a gennaio con nessuno, se questi soggetti non troveranno pronto il terreno, ovvero se al posto di un aeroporto  troveranno un campo di patate".

"La gestione provvisoria - prosegue una nota stampa dell'Aero Clubpur con tutte le attenzioni del caso, implica un aggravio importante in  termini di risorse umane e finanziarie e, nonostante l’Aero Club (che è un ente morale no  profit gestito da volontari) abbia cercato di sensibilizzare l’Amministrazione di Rimini, gli Enti  ad essa collegati e le associazioni di categoria, non ha avuto alcun riscontro per affrontare  questo durissimo periodo. Completamente snobbati, come se tenere aperto un aeroporto fosse una sorta di gioco  che non serve a nessuno. La conseguenza diretta della chiusura al traffico commerciale è stata valutata dal Presidente  di Confcommercio e dal Presidente della Associazione Albergatori con un danno immediato pari a decine e decine di attività chechiuderanno entro l’anno in corso per effetto dei mancati incassi di provenienza russa. Paradossalmente, le stesse persone sono sgusciate via dopo l’’intervista alla quale era presente anche il Presidente dell’Aero Club senza dare alcuna risposta di fronte alla richiesta,  per nulla velata, di una qualsiasi forma di contributo al sostentamento dell’Ente e conseguentemente dell’aeroporto".

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"Se l’aeroporto, per effetto di una nostra eventuale resa, dovesse chiudere del tutto - conclude il comunicatopotrà ben  che vada vedere la riapertura slittare di molti mesi, cosa che è resa ancor più probabile vista la notizia di due giorni orsono della diffida di Novaport nei confronti di ENAC. Una tale sospensione rifletterebbe negativamente sul territorio con chiusure di attività stimate in non meno di 2500 unità e una perdita di almeno 7000 posti di lavoro, facendo di fatto saltare la stagione 2015 con le drammatiche conseguenze facilmente immaginabili da tutti tranne, evidentemente, da chi il territorio lo dovrebbe gestire in nome degli interessi dei cittadini. A difesa del territorio riminese e romagnolo, l’Aero Club non demorde e continuerà la ricerca di partner per poter traghettare l’aeroporto, ovviamente aperto, nelle mani di chi si aggiudicherà l’appalto, riservandosi di informare l’opinione pubblica locale e nazionale settimanalmente con appositi comunicati stampa".

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