L'"Uomo Gatto", da Misano a Sarabanda: un successo inaspettato

Intervista integrale al campione di Sarabanda. "Amo le Marche e l'Emilia Romagna, in particolare sono legato a Misano e a Cento. Proprio a Misano frequentai da giovane una validissima scuola di interpreti linguistici. "Non chiamatemi leggenda, vi stupirò ancora in tv"

 L’Uomo Gatto è più carico e determinato che mai nella sua Porto San Giorgio. La vincita a Caduta Libera, il tormentone Mooseca con Enrico Papi, l’innovativo singolo Samba e la ricerca di una nuova love story. “Non chiamatemi leggenda, non lo accetto", afferma.. Davvero un Catman a tutto campo quello che, qualche giorno fa, si è concesso ad una lunga intervista. Un autentico fiume in piena, ricco di emozioni ed aspettative e con tante cartucce ancora da sparare. Da Porto San Giorgio, città in cui attualmente abita, a Civitanova Marche per una gustosa cena in un noto locale della zona in cui si è raccontato a 360 gradi, senza limitazioni o censure.

La storia dell’Uomo Gatto parla chiaro e non ha bisogno di grandi presentazioni. Icona indimenticabile del noto programma televisivo Sarabanda condotto da Enrico Papi, Catman nasce a Sant’Elpidio a Mare il 7 Novembre 1971. Termina gli studi e la scuola di interpreti linguistici a Misano Adriatico, poi inizia a lavorare come animatore turistico in alcuni villaggi, dalla regione Toscana all’Emilia Romagna. Apparse in tv per la prima volta il 12 novembre 2002 nel programma Sarabanda, in seguito a due casting, e riuscì subito a sconfiggere il famosissimo Giulio De Pascale, in arte Max Il Campione Mascherato. Da lì una scalata ininterrotta di 79 puntate da protagonista: tre mesi consecutivi di successi fino all’uscita di scena ad opera di Tiramisù. Gabriele - con il suo look inconfondibile fatto di camicie bizzarre e pettinatura stravagante ma soprattutto grazie alla sua cultura musicale da oscar - riuscì subito ad entrare nel cuore della gente. Fu ribattezzato da Enrico Papi come

L’Uomo Gatto per i suoi trascorsi come ballerino nel musical Cats, in cui interpretava il dio dei gatti. Il 2002 ha rappresentato ’anno della svolta: Gabriele Sbattella è diventato ufficialmente l’Uomo Gatto. "Quando sono riuscito a sconfiggere Max il Campione Mascherato, mi sono sentito il Rocky Balboa della situazione, anche se a dir la verità non mi sono goduto al massimo la vittoria - afferma -. Infatti temevo che la gente avrebbe reagito male. Max era stimato ed amato, io non ero nessuno. Fortunatamente poi non è andata come pensavo e ancora oggi tanta gente mi ama".

Quasi 80 puntate consecutive con Enrico Papi, poi è arrivato Tiramisù: "Era normale che prima o poi sarebbe arrivato qualcuno capace di sconfiggermi in puntata. In ogni modo, da lì in avanti sono arrivate per me tante chiamate da giornali, studi televisivi, locali e club del centro-nord. Addirittura qualche fan mi mandava regali a casa. Sinceramente non mi sarei mai aspettato tutto questo successo. All’inizio, appena entrò Tiramisù al mio posto, pensavo di tornare in qualche villaggio turistico da animatore, poi il calore del pubblico mi ha fatto cambiare idea. A tal proposito ricordo con piacere la mia presenza negli studi Rai di Via Teulada a Roma e negli studi di Quelli che il Calcio in via Mecenate a Milano con Simona Ventura. In tanti mi bloccarono all’ingresso chiedendo foto, autografi, c’era perfino chi intendeva stamparmi baci sulla guancia… Nel ricordare quelle scene di isteria collettiva, mi sembra di vivere ancora un sogno".

Del contesto televisivo, afferma, "non mi piace chi vive solamente per criticare i personaggi famosi. Non sopporto l’arroganza e la maleducazione di quella fascia di stakeholder chiamata haters.. Ancora oggi qualcuno mi critica sui social network per partito preso e io mi diverto a rispondere postando sotto al commento una semplice caramella. Se tanta gente mi ha voluto e mi vuole ancora bene ci sarà un valido motivo". L’Uomo Gatto è più carico che mai: "Gabriele Sbattella si diverte e ricevo tante chiamate e inviti in locali, eventi, manifestazioni e studi tv. E il recente successo a Caduta Libera non rappresenta per me un punto di arrivo perché ho ancora numerose cose da proporvi Sei stato uno dei protagonisti dell’ultimo Sarabanda… Hai vissuto questa esperienza con l’entusiasmo di 15 anni fa, lo si è visto bene".

Poi il ritorno negli studi di Enrico Papi: "A dir la verità non ci volevo andare inizialmente al programma Sarabanda del Ventennale. Ma non perché non ero allenato a livello musicale. Io, la mia famiglia e la mia ex ragazza abbiamo subito negli ultimi tempi numerosi attacchi mediatici da parte dei cosiddetti haters. Mi hanno perfino accusato di essere stata la causa principale della rovina di Sarabanda. Mi hanno ferito fino in fondo dandomi perfino dell’omosessuale, categoria di popolo che io personalmente rispetto in tutte le sue forme. Dopo aver seguito a febbraio il Festival di Sanremo in qualità di giornalista (Gabriele è iscritto all’ordine giornalisti pubblicisti, ndr) insieme ad una troupe televisiva di Sky, la gente che mi vedeva in giro in Liguria mi ha riempito d’affetto, chiedendomi molte foto e autografi. Tutto ciò ha rappresentato per me un chiaro emblema che il popolo televisivo mi vuole ancora bene e dunque non ho voluto darla vinta agli haters".

Quindi l'esperienza a Caduta Libera: "Io personalmente adoro Gerry, condividiamo la stessa passione per la musica. D’altronde la mia famiglia è cresciuta a pane e Deejay Television. A Caduta Libera sono riuscito a portare a casa 11.000 euro. Il viaggio a Dubai l’ho invece guadagnato rispondendo ad una domanda che riguardava proprio una città degli Emirati. Una città, Dubai, che considero il Lunapark dei grandi, con vie di shopping e skyline di grattacieli impressionanti. Di notte sembra essere nel film Blade Runner con Harrison Ford. Che dire, è stato bello vedere da italiano auto come Ferrari e Lamborghini e negozi di moda tutto Made in Italy. Forse è simbolo che qualcosa noi italiani sappiamo anche fare".

E poi c'è il tormentone estivo Mooseca con Enrico Papi: "Che grandi risate. Enrico è un amico, ci siamo conosciuti per la prima volta al mio casting nel 2002. Se fossimo giocatori di calcio saremmo due punte, magari del Barcellona o Real Madrid. Siamo due tipi molto comici, uno la spalla dell’altro. Con Enrico mi piacerebbe un giorno realizzare una trasmissione televisiva del tipo ‘Viaggio Milano-Roma” dove potrebbero esserci due personaggi che raccontano con sorriso a trentadue denti le proprie storie e i propri aneddoti personali".

L'Uomo Gatto racconta anche il suo amore per la musica: "Per me le note musicali rappresentano linfa vitale. Ascolto musica da quando avevo 2 anni. All’inizio era un passatempo poi è diventata una grande passione. La mattina, tuttora, apro gli occhi ed ascolto musica. Durante i viaggi mi fa una compagnia immensa, mi piace ascoltare numerosi artisti degli anni 60-70 e ho anche delle compilation che amo creare io ad hoc Quali sono i tuoi singoli del cuore? Sicuramente Occidentali’s Karma di Gabbani, canzone che mi dà grande allegria e mi ricorda Sanremo; A Blue Shadow di Berto Pisano, pezzo del 1974; a pari merito il Risveglio dei Pooh del 1977, singolo di una dolcezza infinita; infine la Pastorale di Beethoven, che infonde tanta pace, e la colonna sonora C’era una volta in America che riesce ancora ad emozionarmi.

L'Uomo Gatto considera l’Emilia Romagna una seconda casa. "E’ una regione che amo fino in fondo, mi piace molto il carattere delle persone, accoglienti e disponibili. La città di Cento, dove ho vissuto con l’ex mia ragazza per 3 anni e mezzo, è e sarà sempre nel mio cuore. Si vive e si mangia molto bene e ha un carnevale bellissimo a cui ho partecipato come figurante per ben tre edizioni. Lì ero telecronista sportivo della squadra di basket della città, e se ancora porto con me la sciarpa dei tifosi di Cento è perché gli Old Lions sono un tifo unico in Italia. Non dimentico nemmeno gli anni trascorsi a Misano Adriatico, quando frequentavo da giovane una validissima scuola di interpreti linguistici. Ancora oggi so utilizzare le lingue molto bene, di conseguenza mi piace viaggiare".

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