La famiglia Fabbri apre la propria villa di Covignano per l'ultimo saluto al professor Paolo

I funerali del semiologo scomparso martedì si terranno in forma privata a causa delle norme antiassembramenti imposte dal dopo epidemia

Si terranno con tutta probabilità nella giornata di venerdì, in forma privata a causa delle norme antiassembramenti imposte dal dopo-epidemia, i funerali del professor Paolo Fabbri il celebre semiologo riminese scomparso nella giornata di martedì. La famiglia del docente, che insieme ad Umberto Eco aveva elevato la semiotica, ovvero la disciplina che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso, al rango di studio universitario superiore, ha deciso di aprire la propria villa di Covignano per l'ultimo saluto. Deceduto daopo una malattia all'età di 81 anni, Paolo Fabbri nei primi anni sessanta fu allievo a Parigi di Algiridas Julien Greimas, poi insegnò a Firenze, Urbino e Palermo, ma soprattutto fu presidente del corso di laurea del Dams di Bologna tra il 1997 e il 2000, città in cui aveva insegnato al Dipartimento di Arti Visive della Facoltà di Lettere e Filosofia, i corsi di Semiotica e Semiotica dell’arte dal 1990 al 2003.

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Non proprio prolisso nelle pubblicazioni, tanto che Eco gli dedicò il personaggio di Paolo da Rimini detto abbas agraphicus nel libro Il nome della rosa, Fabbri aveva sempre spiegato che a suo avviso “il professore è orale”, più loquacità e incontro con gli studenti che trasmissione della conoscenza attraverso i testi. Tanto che il suo gradimento tra gli studenti era sempre stato alto e riconosciuto nonostante l’impervia materia, la semiotica, che ebbe la sua esplosione a livello accademico proprio dagli anni settanta in avanti, come del resto un relativo e cupio dissolvi negli anni duemila. Un gradino oltre la semiologia come critica della dimensione ideologica del discorso alla Roland Barthes (quella per la quale la borghesia aveva naturalizzato e fatto passare come necessaria la propria visione del mondo); qualche passo a fianco rispetto alla classificazione a priori dei segni e alla semiotica come campo di riflessione filosofica nell’impostazione di Umberto Eco (e alla base Charles Peirce), Fabbri allargò le frontiere epistemologiche della semiotica con il volume “La svolta semiotica” (1998, Laterza). Un ulteriore scarto in avanti per comprendere meglio la nozione di segno.

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