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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

La Gambalunga festeggia 400 anni con un grande evento, fra gli invitati Bergonzoni e Capossela

Al via a un ciclo di appuntamenti con una giornata clou tra libri proibiti, lettere d'amore, visite, incontri al Galli e spettacoli al teatro degli Atti

Una grande festa per un luogo della cultura e del cuore di Rimini. La Biblioteca Gambalunga di Rimini compie 400 anni e la città la omaggia con "Gambalunga 400. Festa di compleanno" in programma martedì 23 aprile, Giornata mondiale del libro. Una data simbolica, scelta per una festa che segnerà solo l’inizio di una serie di iniziative - presentazioni di libri, lezioni magistrali, mostre - che si svolgeranno nei prossimi mesi, per tutto il 2019. E’ già partita del resto lo scorso 14 febbraio, giorno di San Valentino, l’iniziativa “Galeotto fu il libro”. La biblioteca è una lunga storia d’amore, un invito rivolto ai riminesi a testimoniare, in una lettera lunga al massimo dieci righe, il loro amore per il sapere, la lettura, la biblioteca. Una iniziativa che si riannoderà alla Festa di compleanno del 23 aprile, quando le lettere spedite dai cittadini verranno “restituite”, attraverso affissioni e letture, alla comunità. Ad oggi la Gambalunga possiede circa settantamila volumi di testi a stampa, di cui 382 incunaboli, e circa 7000 cinquecentine. I manoscritti sono invece all’incirca 1350.

Gambalunga 400. Festa di compleanno vuole rappresentare un “abbraccio” della città a un luogo e a una istituzione culturale che deve il proprio “esserci” al grande gesto di un mecenate: Alessandro Gambalunga, giureconsulto riminese nato il 14 marzo del 1554 e morto il 12 agosto del 1619. Fu nipote di un maestro muratore lombardo e figlio di un ricco commerciante di ferro che si era arricchito, oltre che con il commercio, con le doti delle sue quattro mogli. E’ grazie a lui, e al suo testamento redatto nel 1617 a Pesaro, che oggi la Gambalunga può vantare il titolo di prima Biblioteca civica e pubblica aperta in Italia. Alessandro Gambalunga destinò infatti alla città il suo Palazzo e la sua biblioteca, affinché fosse aperta a tutti, senza distinzioni di censo e religione. Con testamento redatto dal notaio Simone Rossi, il Gambalunga affidò al Magistrato di Rimini i suoi libri (un patrimonio di oltre 2000 volumi), dettando precise disposizioni. Stabilì una rendita di trecento scudi per incrementare le raccolte, uno stipendio per il bibliotecario, “persona di lettere idonea et atta”, raccomandando un orario di apertura comodo al pubblico, che poteva consultare le opere solo in sede; previde inoltre una multa di cento scudi, da reinvestire in libri, per chi li avesse sottratti.  

Si legge nel testamento: 
“Inoltre voglio, e commando, (…) ogn’anno spendere in tanti libri a nominatione del bibliothecario, scudi trecento. (…) e s’habbino a porre con gl’altri suddetti nelle stanze da basso della mia casa, (…) a beneficio et uso principalmente di detto mio herede pro tempore, e poi anco di tutti gli altri della cità, che volessero per tempo nelle medeme stanze di detta mia casa andarsene a servire senza portarli fuori (…) (…) Et acciò detti libri s’habbino meglio e più lungamente a conservare, poiché concerne pubblico commodo, utile, et honore, supplico e priego il detto illustre magistrato, che sarà per tempo, come di cosa pubblica volersi pigliar cura con l’eleggere una persona di lettere idonea et atta per bibliothecario”.
Anche l’ultimo pensiero di Alessandro Gambalunga, prima di lasciare questo mondo, il 12 agosto 1619, è stato per la sua biblioteca. Il 9 agosto, dettò infatti un codicillo al testamento in cui indicava Michele Moretti, dottore in legge, “administratore de’ suoi beni, et bibliotecario”.

La biblioteca Gambalunga festeggia 400 anni

Il programma

Ma come fare degnamente festa ad una istituzione così carica di storia e significato? Innanzitutto con un’apertura straordinaria, dalle 8 del mattino alle 21 della giornata del 23 aprile, che offrirà la possibilità di effettuare visite guidate nelle Sale antiche (dalle 9 alle 19, prenotazione obbligatoria) mentre la Corte della Biblioteca ospiterà per l’intera mattinata l’iniziativa La biblioteca che vorrei (laboratori di disegni, ritratti, parole per i bambini dai 7 anni di età a cura di Georgia Galanti, prenotazione obbligatoria) e, dalle 15, Sussurri e voci dal paese dei libri, per bambini dagli 8 anni, con le straordinarie letture di Alessia Canducci. Nella Corte della Biblioteca verrà inoltre allestita l’installazione Galeotto fu il libro, a cura di Lia Cirielli e Concetta Ferrario.

Nel pomeriggio il clou della festa sarà in un altro luogo simbolo della città, il Teatro Galli, mentre in serata il gran finale avrà come palcoscenico il Teatro degli Atti. Protagoniste saranno quattro diverse personalità, autentici “maestri della parola”: come Luciano Canfora, grande storico e filologo, che nel pomeriggio di martedì 23 aprile terrà al Teatro Galli di Rimini (ore 17,15, dopo il saluto delle istituzioni) una lezione magistrale sulla Storia politica delle biblioteche; come anche Alessandro Bergonzoni e Marino Sinibaldi, colti e raffinati “giocolieri” della parola, che saranno insieme, sempre nel pomeriggio (ore 18,30) al Galli,  in una Conversazione dal titolo "Leggi per il silenzio. Il raccoglimento del volume, tra consulto e inconsulto; infine Vinicio Capossela, cantore di mondi e ultramondi, di storie epiche, di amori, che in serata (ore 21) al Teatro degli Atti sarà il protagonista di un incontro dal titolo Ri-trovatori, uomini e bestie in libri e canzoni (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria).

Nella magica cornice del teatro ottocentesco restaurato la Festa di compleanno della Gambalunga avrà inizio alle ore 16,30 (ingresso libero e gratuito) per concludersi intorno alle 19,30 con due proiezioni speciali (una in apertura una in chiusura) che porteranno “virtualmente” la Gambalunga all’interno del Galli: si tratta di Voci dalla Biblioteca, videoregistrazioni dalle Sale antiche della Biblioteca Gambalunga delle esecuzioni di due brani, di John Cage e di Claudio Monteverdi, da parte della soprano riminese Laura Catrani e del musicista Claudio Astronio che l’accompagna al clavicembalo. Due momenti di grande liricità e suggestione. 
 

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