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Lavoratori in nero e pesce non tracciato, nei guai un banco del Mercato Coperto

I controlli della Capitaneria di Porto sulla filiera della pesca hanno permesso di scoprire due bengalesi clandestini e di sequestrare 25 chili di prodotti ittici messi in vendita senza la tracciabilità e l'etichettatura

Nella mattinata di venerdì il personale della Capitaneria di Porto di Rimini ha eseguito una serie di controlli sulla filiera della pesca scoprendo, tra i banchi del Mercato Coperto, due lavoratori clandestini e 25 chili di prodotti ittici non a norma. Quando i militari si sono presentati al banco di vendita, hanno sorpreso a lavorare due cittadini bengalesi che, oltre ad essere privi di documenti, parlavano a stento l'italiano. E' subito emerso che si trattava di lavoratori in nero e sono stati quindi portati in Questura per l'identificazione e il fotosegnalamento e per l'attivazione delle procedure di espulsione. La titolare del banco, inoltre, è stata denunciata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sempre nello stesso banco, il personale della Capitaneria ha rilevato alcune irregolarità nella merce che era in vendita. In particolare, sono state contestate alla donna due contravvenzioni, per un totale di 2500 euro, per la violazione delle norme relative alla tracciabilità e all’etichettatura? e il pescato, pari a circa 25 chili, è stato messo sotto sequestro.

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