Lo sport unisce tutti: a Cattolica nel weekend dell'Immacolata c'è "Ugualmente diversi"

Si tratta di tre giorni di attività sportive adattate e inclusive e momenti formativo-divulgativi per sensibilizzare e invitare alla riflessione le nostre comunità sul tema della condivisione di diversità

Cattolica ospiterà dall'8 al 10 dicembre "Ugualmente diversi", organizzata dall'associazione Sportinmente, in collaborazione con l’associazione Locos per lo sport il Comitato Italiano Paralimpico Emilia Romagna, il Dipartimento Qualità della Vita dell’Università Alma Mater di Bologna e con il patrocinio del Comune di Cattolica, del Coni Emilia Romagna e dell’Unicef Rimini. Si tratta di tre giorni di attività sportive adattate e inclusive e momenti formativo-divulgativi per sensibilizzare e invitare alla riflessione le nostre comunità sul tema della condivisione di diversità ed uguaglianze attraverso lo sport, indipendentemente da diversità di abilità, di etnie, di genere, di pensiero, la diversità crea comunità più ricche di umanità. 

Ideatore dell'evento è il presidente dell'Asl Sportinmente Ruggiero Russo:  “Grazie allo sport possiamo giocare, fare attività tutti assieme perché lo sport è uno degli strumenti più inclusivi in assoluto, ed è uno strumento che offre l’opportunità di sapere accogliere”, ha evidenziato. Carmela Leguizamol, direttore tecnico dell’associazione Locos per lo sport di Imola, che si occupa di sport per l’inclusione e che da anni è impegnata sul fronte degli sport inclusivi ed adattati, ha tenuto a evidenziare come le piace "vivere la vita come se fosse un sogno, ho sognato assieme a Ruggiero di potere fare sport con le persone alle quali tengo e finalmente ci siamo arrivati. Ho iniziato con lo sport che ho a cuore, ovvero la pallavolo, poi sono passata al sitting volley, ed ancora all’ easy volley. Non soddisfatta, ed essendo sposata con allenatore di calcio a 5, in collaborazione con Sportinmente ho collaborato alla nascita del progetto simply soccer ovvero un calcio a 5 adattato. Vi invito a contagiare altri a sognare, tutte le palestre devono essere aperte a tutti, c’è chi pratica, chi guarda e chi arbitra. In palestra non ci sono solo atleti ma ci sono persone, che possono sentirsi uguali o diverse, e possono giocare assieme senza pensare ai propri limiti".

Sottolinea il sindaco Mariano Gennari: “Cattolica sta diventando la capitale della sensibilità verso la disabilità, è una cosa meravigliosa. In questi giorni purtroppo i giornali parlano solo del Natale, ma dobbiamo capire che il Natale c’è ogni anno, mentre i temi di cui ci occupiamo questa mattina iniziamo ora ad affrontarli, e devono salire presto alla ribalta. Mi ritengo un sindaco fortunato perché oltre ad avere una bella città ho dei bei cittadini, delle belle associazioni. Grazie al lavoro volontario e prezioso delle nostre associazioni cittadine cominciamo a costruire cittadini  migliori, a 360° . Sono Sindaco solamente da un anno e mezzo e sono convinto che tutto ciò che andremo a fare per la città dovrà essere fruibile per tutti. La bellezza di una città perde ogni senso se non è fruibile a tutti.  C’è gente che è diversa e vuole fare sport, e lo sport lo deve potere fare chiunque indipendentemente dal fatto che si regga o meno sulle proprie gambe. Sappiamo che la regione incentiva i comuni che si preoccupano di questi aspetti e quindi siamo pronti a partecipare a queste sfide e dare alle associazioni impegnate sul campo tutto il supporto necessario. Andate avanti, l’amministrazione c’è ed è al vostro fianco per qualsiasi necessità. Il nostro vuole essere un aiuto nell’ombra e con la garanzia da parte nostra di creare il terreno fertile per una comunità completamente inclusiva”. Rodolfo Zavatata (delegato Coni di Rimini) ha ribadito il concetto di “sport, che è a prescindere da tutto inclusione ed aggregazione. Nelle squadre non si gioca se non c’è interazione, socializzazione. Il sogno di tutti noi è aprire le palestre a tutti, ed i sindaci dovrebbero aiutarci a farlo”

La presidentessa Unicef Rimini Anna Maria Piraccini si è inserita nel dibattito ricordando ai presenti l’importanza di garantire innanzi tutto: “I diritti di bambini ed adolescenti come principio etico permanente. Non è che ora facciamo festa a questo progetto e poi lo abbandoniamo, dobbiamo continuare e perseverare nelle cose. La protezione dell’infanzia purtroppo non sempre corrisponde alle aspettative dei minori, soprattutto nei confronti dei bambini speciali considerati ancora troppo invisibili, mentre dovrebbero appartenere alla società come tutti gli altri. Da una recente statistica Unicef ci dice che nel mondo i bambini e adolescenti con disabilità moderata o grave sono circa 93 milioni. Nei paesi in via di sviluppo sono gli ultimi, perché i più trascurati e vulnerabili, sono i soggetti più a rischio di emarginazione sociale, devono fare i conti con politiche sociali molto carenti e barriere architettoniche che impediscono l’accesso alle scuole e nella vita di tutti i giorni, e non ci si può più permettere in un paese civile che non ci sia giustizia sociale ed inclusione.”

Presente alla presentazione dell'appuntamento anche Mohamed, immigrato della Costa D’Avorio, arrivato in, in italia su un barcone quando era minorenne, ed entrato in contatto con Sportinmente come volontario, con la voglia di collaborare e rendere servizio a ragazzi diversamente abili. Un esempio eclatante di inclusione, quella vera. Mohamed sta ora seguendo corsi per operatori sportivi per la disabilità ed è affascinato dai progetti di inclusione che ha incontrato in Italia  “E’ stata per me una grande esperienza perché io non ho avuto la fortuna di avere queste esperienze quando ero bambino in Costa D’Avorio e ho avuto un grande piacere a lavorare con persone con disabilità. Nel mio paese le persone disabili incontrano enormi difficoltà ad integrarsi nella società.  Io ho spiegato ai ragazzini italiani che loro sono molto fortunati, perché da bambino io vedevo la guerra, le persone che si uccidevano e non potevamo giocare spensierati, né tantomeno pensare allo sport”. Una testimonianza è arrivata anche da Eleonora Calesini, del Circolo Culturale Toby Dammit: “Abbiamo accettato volentieri la sfida di girare un cortometraggio per raccontare come si possa diventare tutti uguali su un campo di gioco, pur restando sé stessi. Posso testimoniare in prima persona, come ipoudente, quanto sia talvolta difficile integrarsi e sentirsi a proprio agio. Noi racconteremo tutto questo attraverso la cinepresa.”

Ha preso la parola anche Maria De Rosa (prima giocatrice disabile in Italia di Sitting Volley e campionessa italiana di canottaggio della sua categoria): “Nascere focomelica ad Avellino non mi ha mai offerto opportunità di praticare sport per inacessibilità alle strutture. Ho conosciuto il sitting volley a Budrio dove facevo delle terapie, e mi è piaciuto molto perché per la prima volta mi sono resa conto di cosa potessi fare. Ho iniziato poi a praticarlo in modo molto più assiduo. Quando ormai mi reputavo integrata, ho capito che ero solo integrata per una parte, ovvero tra gente con la mia stessa disabilità, e non conoscevo le altre disabilità. Ho così imparato che spesso i nostri limiti sono soprattutto nella testa ed anche le nostre chiusure sono involontarie. Mi sono così aperta ad altre iniziative e mi sono avvicinata al canottaggio che seppure più individuale è uno sport che porta a spostare i limiti sempre più avanti. Resto convinta che non si possa parlare di integrazione, perché facciamo tutti parte della stessa società, ma che si debba parlare di condivisione.”

Così Mirko Acquarelli, atleta Paralimpico Riminese di Basket in carrozzina e tennis Tavolo ideatore della Karatella Race di Coriano: “Quest’anno finalmente dopo tre anni spesi a organizzarci, siamo riusciti a mettere in campo una squadra di basket in carrozzella, chi come noi si schiera ci mette la faccia, e la cosa bella di "Ugualmente diversi" è che ognuno di noi è in prima linea con se stesso con il proprio nome. Sul campo e siamo noi stessi. Finalmente una squadra di basket in carrozzina che domenica 03 dicembre disputerà la prima partita di campionato nazionale di serie B al Palacarim di rimini alle 15 contro il Verona, e per noi questo è un sogno realizzato e siamo i primi in Romagna”.

E' intervenuto anche Luca Bergnesi, presidente dell'Aism Rimini: “28 anni di sclerosi multipla alla spalle non sono uno scherzo, ma da quando mi sono avvicinato allo ho capito come lo sport cambia la nostra mentalità, oggi sono contentissimo, da qui in avanti succederanno tante cose. Io sono un agonista, tutti devono potere gareggiare ma con regole adattate alle persone. Si tratta solo di adeguare il gioco alle persone. Ed è giusto cosi”. Ha commentato Sara Pierozzi, psicologa di Comunità Psichiatriche e progettista della cooperativa sociale “Muovimente” di Viterbo: “Le regole dei nostri sport adattati mutano in base a chi c’è in campo. Cambiamo le regole in base alla dinamica del gruppo così da creare un gioco dove ci sia spazio per tutti. Le regole hanno una valenza differente ed i ragazzi si mettono nei panni dei giocatori con maggiori difficoltà e provano ad essere ultimi E’ un’idea geniale di educazione ed inclusione. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Chiara Ferragni stringe un accordo con gruppo di moda romagnolo: "I primi a credere in me dieci anni fa"

  • Arrestato con l'accusa di aver abusato delle due cugine dodicenni, una rimane incinta

  • Coronavirus, l'Emilia Romagna resta "arancione". In arrivo ordinanza più soft: riaprono i negozi nei festivi

  • Guida Michelin 2021, le "stelle" brillano nel Riminese con una novità

  • Muore nella culla a 4 mesi, si indaga per scoprire le cause del decesso

  • Rapina a mano armata in pieno giorno, preso di mira un supermercato

Torna su
RiminiToday è in caricamento