Lo Stato restituisce al Comune di Riccione 1,3 milioni di euro per la Tasi

Il tesoretto, tuttavia, è stato abbassato a 600mila euro in quanto l'ente non ha utilizzano appieno le leve tributarie a sua disposizione

Sono stati resi noti, anche se non ancora definitivi perché manca il relativo decreto, i dati inerenti i trasferimenti erariali per l' anno 2016, recanti fra l'altro, la quantificazione della restituzione ai Comuni della TASI prima casa eliminata dal Governo Renzi. Nella prima stesura della Legge di Stabilità non erano state prese in considerazione le istanze delle Amministrazioni che, come Riccione, avevano anticipato il provvedimento del Governo fin dal 2014, esentando i contribuenti dal pagamento della TASI prima casa ed era stato stabilito che i trasferimenti compensativi sarebbero stati quantificati con riferimento al gettito effettivo 2015. Nella sua stesura finale invece la legge di stabilità ha previsto un fondo di 80 milioni di euro, di cui appunto è stata effettuata l' ipotesi di redistribuzione ai Comuni che non avevamo messo la Tasi o l'avevano prevista con aliquote inferiori a quelle standard.

Da questa ipotesi di redistribuzione Riccione esce con un'assegnazione di oltre un milione trecentomila euro, che però in conseguenza di altri meccanismi che penalizzano gli enti che non utilizzano appieno le leve tributarie a loro disposizione, si abbassano a circa seicentomila euro. "I maggiori trasferimenti verranno recepiti a bilancio non appena approvato il decreto di riparto -  precisa la dott.ssa Cinzia Farinelli dirigente al Bilancio che oltremodo osserva - si conferma cosi la solidità del bilancio, e la bontà delle scelte effettuate dall'Amministrazione, che non è stata penalizzata dopo aver addirittura anticipato le scelte del governo".

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"Registro con particolare soddisfazione che la nostra decisione di stare sempre dalla parte dei cittadini trova un degno riconoscimento -  sottolinea il sindaco Renata Tosi. - Siamo stati tra i pochi che hanno deciso di togliere la TASI alle prime case. Una scelta che abbiamo fatto già due anni fa confortati dalla precisa convinzione che la fiscalità  deve essere uno strumento equo e saggio che guarda innanzitutto alle esigenze dei cittadini, non solo a far quadrare i bilanci".

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