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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca

Lucciole dall'est Europa e clandestini: maxi blitz anti-prostituzione, 8 persone indagate

L'operazione è scattata all'alba di martedì, gli indagati sono sospettati a vario titolo dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti e favoreggiamento all’immigrazione clandestina

E' scattato alle prime luci dell’alba di martedì il blitz dei carabinieri di Rimini che hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 8 persone indagate, a vario titolo, di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. La casa, teatro della vendita di droga e di incontri a luci rosse, è stata messa sotto sequestro. Per quattro degli indagati le accuse sono quelle di aver allestito in un hotel e in un appartamento la logistica per l'arrivo di lucciole dall'est Europa e per consentire alle "belle di notte" di esercitare sui viali del sesso a pagamento. Gli altri quattro invece, oltre a sfruttare il lavoro delle prostitute avrebbero favorito l'alloggio di stranieri irregolari considerati spacciatori di cocaina e hashish.

Le indagini erano partite nel febbraio del 2021 quando, alcuni residenti, avevano segnalato ai carabinieri uno strano via vai di uomini che frequentanvano un appartamento nelle ore notturne. Gli approfondimenti degli inquirenti dell'Arma avevano permesso di scoprire che l'abitazione era gestita da una coppia, un italiano e una cittadina russa, che aveva dato la disponibilità della casa a un gruppo di prostitute per gli incontri sessuali a pagamento. Oltre all'appartamento l'attività delle lucciole avveniva anche in un hotel attraverso una serie di accordi tra la coppia e il gestore della struttura ricettiva.

Secondo gli investigatori, inoltre, l'appartamento trasformato in alcova a pagamento veniva affittato anche a soggetti stranieri e irregolari sul territorio italiano dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Attraverso una serie di intercettazioni telefoniche, i carabinieri hanno individuato altri tre soggetti, un italiano e due romeni, che avrebbero sfruttato il "lavoro" delle prostitute. Per una di queste, che intendeva smettere di esercitare il mestiere più antico del mondo, non sarebbero mancate minacce e violenze fisiche per continuare a farla prostituire sui viali del sesso a pagamento. Le indagini hanno anche permesso di scoprire come, quando l'appartamento non era occupato dalle lucciole, questo veniva affittato a due nordafricani che lo utilizzavano come centrale di spaccio per cocaina e hashish. Nel corso dell'inchiesta, infatti, sono state documentate una quarantina di cessioni di stupefacenti oltre a decine di incontri dei clienti con le prostitute.

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