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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Misano Adriatico

Catturati i predoni delle marmitte catalitiche, i ladri erano zio e nipote

I due sono sospettati di aver messo a segno numerosi colpi tra la Romagna e le Marche ai danni dei veicoli lasciati in sosta

Sono zio e nipote, entrambi romeni di 36 e 16 anni, i predoni delle marmitte catalitiche sospettati di essere gli autori di numerosi colpi ai danni delle auto lasciate in sosta tra la Romagna e le Marche. A mettere la parola fine alla carriera dei due ladri sono stati i carabinieri della Stazione di Misano che, nella notte tra martedì e mercoledì, li hanno arrestati in flagranza. Da tempo, in tutto il territorio, decine e decine di automobilisti avevano denunciato il furto della marmitta che i malviventi smontavano sul posto per recuperare il preziosissimo palladio presente all'interno del catalizzatore per poi rivenderlo come metallo usato che il ricettatore acquista fino a 100 euro al pezzo. La tecnica utilizzata è abbastanza semplice, per chi sa dove mettere le mani. Il ladro si infila sotto l’auto in sosta, magari con l’aiuto di un cric, poi, invece di perdere tempo a smontare la marmitta, la taglia con un flex portatile e con uno strappo la porta via. A loro non serve il pezzo funzionante, quello di cui vanno a caccia sono i metalli preziosi contenuti all’interno del tubo di acciaio. Il danno, quindi, per l’automobilista è ancora più grave della sola marmitta catalitica, e il costo della riparazione può sfiorare anche i mille euro. Zio e nipote sono stati sorpresi in flagranza da una pattuglia dell'Arma mentre erano in azione a Misano e, bloccati, sono stati portati in caserma. Per il minorenne è stata allertata la Procura dei Minori di Bologna mentre, il maggiorenne, è stato processato per direttissima mercoledì mattina.

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