Microaree, il portavoce del comitato ProRimini: "Il progetto avrebbe moltiplicato disagi sociali e spese"

Loreno Marchei: "Questa vicenda dimostra che esiste un modello virtuoso che potrà essere replicato nella futura gestione della città per essere vera voce dei riminesi tutti"

In merito al passo indietro dell’amministrazione sulle microaree con l’addio al progetto e la decisione di sistemare le cinque famiglie Sinti di via Islanda in appartamenti Acer, intervienel’avvocato Loreno Marchei, portavoce del comitato ProRimini che dal 2016 si è battutto contro il progetto. Marchei evidenzia che il tema delle microaree è stato tra "i più dibattuti affrontato da giunta e legislatura comunale nell'attuale mandato che volge a concludersi. Dopo oltre un anno di silenzio, dettato dalle evidenti criticità del progetto che la maggioranza non ha voluto affrontare per non pregiudicare il suo consenso elettorale, negli ultimi giorni Muratori di Patto Civico si è paradossalmente attribuito il merito di aver riformato gli iniziali intenti, preannunciando la sistemazione delle ultime cinque famiglie presenti nel campo di via Islanda non più in terreni della periferia, lontano da ogni possibilità di inclusione sociale, ma in alloggi Acer attraverso lo strumento dell'emergenza abitativa".

Continua il portavoce: "L'annuncio, cui dovrà però seguire un effettivo riscontro istituzionale, porta dunque a pensare che abbia avuto buon esito l'attività dei cittadini e dei politici di opposizione che, a vario titolo, si sono spesi per fare in modo che lo smantellamento della vergognosa situazione di Via Islanda non avvenisse attraverso lo scellerato progetto delle microaree, che avrebbe solo moltiplicato disagio sociale e spese. Oggi, più che mai, è però opportuno fare tesoro di questa esperienza e non ridurla ad una semplice protesta. Il suo epilogo dimostra che, attraverso la sinergia tra i comitati cittadini formatisi per elaborare soluzioni concrete e politici capaci di ascoltarne e valorizzarne le esperienze e le competenze, è possibile proporre, per il futuro governo della città, una proposta politica alternativa e ben distinta dall'attuale decisionismo, sempre più distante ed indifferente rispetto alle cronicità che affronta il cittadino, lasciato solo nei quotidiani problemi di padre di famiglia, lavoratore, artigiano, libero professionista, ed è spesso destinatario di interventi non condivisi e calati dall'alto, e che se si permette di protestare viene persino accusato di fomentare l'odio razziale, come avvenuto nel caso di specie".

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Chiosa Marchei: "Si è dunque dimostrato che esiste un modello virtuoso che potrà essere replicato nella futura gestione della città per essere vera voce ed espressione dei riminesi tutti, da troppo tempo dimenticati per dare priorità ad altro".

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