Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Mortalità in Provincia, la fotografia dell'Istat: a marzo decessi aumentati del 68%

Dal 20 febbraio al 31 marzo i decessi in provincia sono stati 577 rispetto ai 368 di media rilevata nei cinque anni precedente. Di questi sono 134 quelli Covid

L'impatto dell'epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente è fotografata da un rapporto dell'Istat per il primo trimestre 2020.  I dati di mortalità totale riguardano in questo rapporto 6.866 comuni (87% dei 7.904 complessivi). Si tratta della prima volta che l’Istat diffonde questa informazione riferita a un numero così consistente di comuni. Il primo caso italiano di Covid-19 viene segnalato in Lombardia il 20 febbraio 2020. L’intera epidemia è stata caratterizzata da una trasmissione locale, a parte i primi 3 casi importati dalla Cina a fine gennaio 2020. Per il contenimento dell’epidemia sono state prese misure preventive di sanità pubblica di “distanziamento sociale” inizialmente localizzate in alcune aree ristrette e via via estese a tutta l’Italia dall’11 marzo 2020 (lockdown). La  diffusione geografica  dell’epidemia  di  Covid-19 si  presenta eterogenea: è stata molto contenuta nelle Regioni del Sud e nelle Isole, mediamente più elevata in quelle del Centro rispetto al Mezzogiorno e molto elevata nelle regioni del Nord.

Chi ha colpito

La letalità è più elevata in soggetti di sesso maschile in tutte le fasce di età, ad eccezione della fascia 0-19 anni. Nel 34,7% dei casi segnalati viene riportata almeno una co-morbidità (una tra: patologie cardiovascolari, patologie respiratorie, diabete, deficit immunitari, patologie metaboliche, patologie oncologiche, obesità, patologie renali o altre patologie croniche).

Provincia di Rimini

Lo studio evidenzia che il 91% dell’eccesso di mortalità riscontrato a livello medio nazionale nel mese di marzo si concentra nelle aree ad alta diffusione dell’epidemia: 37 province del Nord, compresa quella di Rimini, più Pesaro e Urbino. Nel Riminese marzo fa registrare un aumento dei decessi del 68,2% rispetto alla media registrata nel quinquennio precedente, dal 2015 al 2019. La media dell’Emilia Romagna è del + 70% e quella nazionale del +49,4%. Dal 20 febbraio, data che segna la prima morte Covid, al 31 marzo i decessi in provincia sono stati 577 rispetto ai 368 di media rilevata nei cinque anni precedente. Di questi sono 134 quelli attribuiti al covid (il 23% del totale).

In Emilia Romagna i decessi dal 20 febbraio al 31 marzo sono stati 8.739 rispetto alle media di 5.631 dei cinque anni precedenti. 1.890 quelli attribuiti dall’Istat al covid (il 21,6% del totale). In Italia nello stesso periodo i decessi passano da 65.592 (media periodo 2015-2019) a 90.946, nel 2020. L’eccesso è di 25.354 unità, di questi il 54% è costituito dai morti diagnosticati Covid-19 (13.710).

Aumenti a tre cifre

Le province più colpite dal coronavirus, pagando un prezzo altissimo in vite umane e con numeri a tre cifre, risultano essere secondo i decessi registrati a marzo Bergamo (+568%), Cremona (+391%), Lodi (+371%), Brescia (+291%), Piacenza (+264%), Parma (+208%), Lecco (+174%), Pavia (+133%), Mantova (+122%), Pesaro e Urbino (+120%).

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