rotate-mobile
Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca

Niente streghe e mostri, il 31 ottobre i giovani della Papa Giovanni in strada ad incontrare gli ultimi

In occasione del 15° anniversario della morte fondatore della Comunità organizzato il tradizionale appuntamento con la “Notte di don Oreste”, i volontari avranno la possibilità di incontrare senzatetto e donne costrette alla prostituzione

La sera del 31 ottobre decine di giovani andranno ad incontrare gli ultimi. In occasione del 15° anniversario della morte di don Oreste Benzi, il sacerdote riminese fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII scomparso il 2 novembre 2007, sarà organizzato a Rimini il tradizionale appuntamento con la “Notte di don Oreste”, durante la quale i giovani avranno la possibilità di incontrare senzatetto e donne costrette alla prostituzione lungo le buie strade alla periferia della città o nei sottopassi della stazione. Proprio come faceva Benzi, il prete dalla tonaca lisa, che ha camminato per tutta la vita al fianco degli ultimi a cui proponeva sempre la liberazione e una nuova speranza.

L’iniziativa. Il programma del 31 ottobre a Rimini inizia alle 18 al Ponte di Tiberio, con l’apertura della mostra fotografica “CoinVolti”, dedicata alle esperienze di Servizio Civile. Alle 19 sono previste esperienze di condivisione e cena con le realtà di accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII. Alle ore 20 il programma prosegue con la “Biblioteca vivente” in piazza Cavour, iniziativa che vedrà alcuni giovani raccontare in prima persona le proprie storie di riscatto. Alla chiesa di S. Giuliano Borgo dalle ore 21 Adorazione e Confessioni e alle 22.30 S. Messa conclusiva. Infine dalle ore 23.30 per i ragazzi e le ragazze maggiorenni sarà possibile unirsi alle Unità di strada antitratta e senza fissa dimora della Comunità Papa Giovanni XXIII per incontrare i poveri della città.

I giovani. L'attenzione per i giovani è stata una costante in Don Benzi. La stessa Comunità Giovanni XXIII nacque nel '68 con un gruppetto di giovani cui proponeva delle vacanze alternative. Don Benzi andava nei grandi istituti dove erano rinchiuse le persone disabili, al tempo chiamate spastiche, per portarli ad Alba di Canazei, dove oggi sorge un albergo voluto dal sacerdote. Ogni persona con disabilità veniva accudita da due giovani. Fu un fatto sconvolgente per l’epoca. Giovani con disabilità per la prima volta giravano liberi sulle alte vette, sugli autobus, sulla funivia, tanto che vi fu la reazione avversa della locale azienda di soggiorno che temeva una fuga di turisti. Invece fu l’inizio di un nuovo approccio al mondo dell’emarginazione. Non più persone da assistere ma con cui condividere la vita.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Niente streghe e mostri, il 31 ottobre i giovani della Papa Giovanni in strada ad incontrare gli ultimi

RiminiToday è in caricamento