Nuovo arresto per Marco Zinnanti, l'omicida di Covignano

Accusato di tentato omicidio nei confronti di un omosessuale che lo aveva avvicinato nel parco della Cava la notte del 17 giugno del 2012

A un anno dall’omicidio di Covignano, dove perse la vita il taxista abusivo Lenorado Bernabini e per il quale è accusato Marzo Zinnanti, nuove accuse arrivano sulla testa del 23enne indiziato, anche, di tentato omicidio nei confronti di un omosessuale che lo aveva avvicinato nel parco della Cava la notte del 17 giugno 2012. Nella giornata di sabato, infatti, il personale della squadra Mobile di Rimini ha notificato a Zinnanti, attualmente recluso nel carcere di Ferrara, un’ordinanza di custodia cautelare per questo secondo delitto.

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti della Mobile, il 54enne in sella alla sua bicicletta stava risalendo il parco in direzione nord quando, tra le 4.30 e le 5 nei pressi di un gazebo, ha notato il suo feritore. Tra i due ci sarebbero stati alcuni sguardi e il gay, interpretandoli come ammiccamenti, si era avvicinato al ragazzo descritto come un giovane abbronzato e dai capelli corti. Giunto a un paio di metri era stato proprio Zinnati a rivolgere per primo la parola al ciclista chiedendogli se cercava un “incontro” e, alla risposta affermativa dell’omosessuale, ha estratto dalla tasca interna di un giacchetto l’arma con la quale ha esploso un primo colpo in direzione del 54enneIl proiettile aveva colpito l’uomo di striscio sotto al mento e questi, spaventato, aveva iniziato a pedalare come un forsennato cercando di scappare mentre, alle sue spalle, Zinnanti continuava ad esplodere altri colpi uno dei quali aveva raggiunto il gay poco sotto al ginocchio trapassandolo.

Già all’indomani del ferimento, la vittima riuscì a fornire agli inquirenti un dettagliato identikit del suo feritore ma, nonostante l’accurata ricostruzione, non vennero trovati riscontri nel database fotografico delle forze dell’ordine. Il 2 settembre Marco Zinnanti uccise Leonardo Bernabini e, subito dopo l’omicidio, si diede alla latitanza fino a quando, il 4 settembre, venne individuato e arrestato in un paesino sul Gran Sasso. Quando gli agenti della Mobile portarono Zinnanti in Questura a Rimini, dalle immagini televisive al 54enne il volto dell’omicida non sembrò nuovo e chiese di poter parlare con gli investigatori. Messo davanti a una serie di foto segnaletiche, l’uomo riconobbe senza ombra di dubbio Zinnanti come il suo feritore.

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