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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Oltre 1300 nuovi contagi nell'ultima settimana nel riminese: 68 classi in quarantena

Tutti i distretti dell’Ausl della Romagna presentano tassi superiori a 200, in particolar modo quelli di Ravenna, Forlì, Riccione e Rimini che hanno tassi superiori a 350

Continuano a crescere i casi di Covid in Romagna. Nella settimana dal 29 al 5 dicembre si sono registrate 3.899 positività (7,4%) su un totale di 52.756 tamponi. Si registra un aumento dei nuovi casi sia in termini assoluti (+498) che percentuali (+0,9%). In totale i ricoverati sono 208, di cui 26 in terapia intensiva. Cresce il tasso d’incidenza totale dei nuovi casi negli ultimi sette giorni/100.000 abitanti e tutti i distretti dell’Ausl della Romagna presentano tassi superiori a 200, in particolar modo quelli di Ravenna, Forlì, Riccione e Rimini che hanno tassi superiori a 350.

Andamento Covid settimana 29 novembre-5 dicembre

Sul territorio riminese si registrano 1303 nuovi casi e un focolaio intraospedaliero. Sale a 68 il numero complessivo di classi in quarantena nella provincia di Rimini (a Ravenna sono 46, a Forlì 39 e a Cesena 28). Si tratta di 7 classi di servizi educativi 0-3 anni, 6 classi di scuola dell'infanzia 3-6 anni, 22 classi di scuola primaria, 22 di scuola secondaria di primo grado e 11 di scuola secondaria di secondo grado.

Complessivamente sono stati sospesi 248 operatori tra dipendenti e convenzionati in tutta l'azienda Usl della Romagna. La percentuale dei sospesi sul totale degli operatori con obbligo vaccinale è inferiore al 2% in tutti gli ambiti territoriali e non si riscontrano sostanziali differenze tra Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna. In continuo aumento il numero dei soggetti vaccinati nei centri vaccinali aziendali (al 6 dicembre 844.954 con prima dose e 766.800 con seconda dose e 157.673 con terza dose a cui vanno aggiunte 81.918 dosi somministrate dai medici di base).

"Si conferma anche questa settimana - commenta Mattia Altini, Direttore Sanitario di Ausl Romagna - un trend in crescita della circolazione del virus, in linea con il livello regionale e nazionale. Un dato che continua ad impegnare l’Azienda, in particolar modo nell’azione di tracciamento dei casi, (quasi 53.000 in una settimana) fondamentale per evitare la crescita della diffusione. Ma i numeri, se guardati attentamente e raffrontati con la stessa settimana del 2020, ci dicono anche un’altra cosa: che l’azione del vaccino contro il Covid, al pari degli altri vaccini che conosciamo da più tempo, previene le forme più gravi che richiedono l’ospedalizzazione, il ricorso alle terapie intensive e in alcuni casi anche il decesso. Nel 2020 nella stessa settimana di riferimento la media di ricoveri settimanali era pari a 553, contro l’attuale pari a 193; nelle terapie intensive era pari a 42 pazienti, a fronte degli attuali 22; i decessi erano 157 contro gli attuali 19. Nel 2020 la nostra vita è stata stravolta dal lockdown, dalle restrizioni, dalla mancanza di socialità. Pensiamo a ciò che hanno vissuto i nostri ragazzi con la chiusura delle scuole! Se oggi, a pandemia ancora in corso, pur in presenza delle necessarie misure che dobbiamo continuare ad adottare (mascherine, distanziamento, igiene delle mani), abbiamo ripreso le nostre attività e in larga misura la nostra socialità, lo dobbiamo solo alla forza del vaccino, unica vera barriera fra noi e il virus. Credo non ci sia altro da aggiungere, se non tornare a ribadire l’importanza per tutti di vaccinarsi".

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