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"Spogliati davanti alla web". La Polizia Postale inchioda pedofilo

Per due anni l'ha seguita sul web, dalle chat a Facebook, fino a quando la mamma della ragazzina non ha scoperto tutto grazie a un sms, denunciando tutto alla polizia postale di Rimini

"Sono due anni che un maniaco mi perseguita. Mi chiede di fare delle cose, altrimenti racconta tutto quello che faccio. Sono disperata, aiutami, lo voglio denunciare". Scriveva così per sms ad un'amica una dodicenne riminese perseguitata da uno dei dieci arrestati nell' operazione 'Nessun Dorma' della Procura di Napoli. Secondo quanto appurato, l'uomo le chiedeva di spogliarsi davanti alla web cam, di assumere posizioni provocanti e di toccarsi.

Per due anni l'ha seguita sul web, dalle chat a Facebook, fino a quando la mamma della ragazzina non ha scoperto tutto grazie a un sms, denunciando tutto alla polizia postale di Rimini. Prima che a Napoli e Salerno scattassero gli arresti per pedofilia nei confronti di 10 persone, la polizia riminese era già sulle tracce del 25enne campano, nullafacente e con precedenti specifici, che da quando la ragazzina aveva 12 anni la ricattava con foto pesanti che le aveva scattato dalla web cam.

Nel novembre del 2011 sono scattate le indagini della polizia postale di Rimini che, con mille difficoltà e grazie ad un passo falso del pedofilo, che in un'occasione si era collegato dalla sua linea internet privata, è risalita quindi all'identità del pedofilo campano, che il 19 novembre è stato arrestato. A suo carico, oltre alle prove delle frequentazioni della rete dei pedofili con uno scambio di oltre cinque milioni di file fotografici di bambini violentati e seviziati, anche la denuncia della riminese.

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