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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca

Picchia a sangue la madre e scala la piramide del Cocoricò, il giovane esagitato finisce in carcere

Sottoposto per ben due volte all'obbligo di firma, il 22enne non ha quasi mai ottemperato alle prescrizioni della misura cautelare

Nell'arco di nemmeno due settimane era stato arrestato due volte dai carabinieri e, adesso, per il 22enne di origini sudamericane residente a Rimini sono arrivati nuovi guai giudiziari e si sono aperte le porte del carcere. Il primo episodio risale allo scorso 1 agosto quando, in preda a un eccesso d'ira per un banale rimprovero, aveva spaccato la testa alla madre contro lo stipite di una porta. La donna, una 43enne, verso le 22 aveva chiesto al figlio di abbassare la musica dello stereo che usciva a tutto volume e il ragazzo per tutta risposta l'aveva aggredita. A dare l'allarme era stata la sorellastra che, atterrita, aveva chiamato il 112 implorando agli agenti della Questura: "Fate presto, mio fratello ha spaccato la faccia a nostra madre”. Nel frattempo il fratellastro minore era intervenuto a difesa della madre e il 22enne, dopo ripetute minacce di morte, era uscito in cortile per danneggiare l’auto della donna rompendo un tergicristallo. Come ha raccontato il patrigno agli agenti arrivati sul posto, quella non era la prima volta che il giovane assumeva atteggiamenti aggressivi nei confronti dell’intero nucleo familiare. In passato, infatti, aveva minacciato di incendiare il capanno di loro proprietà, aveva scagliato una pietra in direzione del patrigno colpendo un’auto in sosta e aveva danneggiato la tv in dotazione al fratellastro, sempre per futili motivi o in seguito a rimproveri. Arrestato e portato in camera di sicurezza, assistito dall’avvocato Morena Ripa il ragazzo si è visto convalidare il fermo col giudice che ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di firma.

Nonostante il provvedimento, però, il 22enne è stato protagonista di una nuova bravata la notte del 12 agosto quando si è cimentato nella scalata della piramide del Cocoricò a Riccione, dove era entrato eludendo la biglietteria, per poi entrare di nascosto in un'abitazione di via Todi danneggiando le auto nel cortile e rubando i grappoli d'uva. Quella serata il giovane aveva costretto i carabinieri a ben due interventi nella discoteca e a un terzo quando si era intrufolato nella villetta dove era stato sorpreso dal compagno della padrona di casa imbrattando i muri e una Smart con un pennarello. Anche in questa occasione era stato arrestato ma, una volta portato in caserma, aveva dato in escandescenza rompendo il battiscopa della camera di sicurezza e minacciando con la scheggia di legno un carabiniere. Solo dopo essersi visto puntare contro il taser, il giovane aveva deciso di calmarsi. Processato per direttissima una seconda volta, anche in questo caso il giudice aveva accolto i termini a difesa liberandolo con la misura cautelare dell'obbligo di firma.

Una prescrizione che, però, il 22enne non ha quasi mai ottemperato tanto che il 16 di agosto il giudice si era visto costretto ad aggravare la misura cautelare con il ragazzo che è stato rintracciato e trasferito nel carcere dei "Casetti". Nel frattempo martedì scorso si è tenuto il proseguo della direttissima per la vicenda del Cocoricò dove il giovane ha patteggiato una pena di 10 mesi e 25 giorni con la sospensione subordinata al pagamento dei danni fatti alla camera di sicurezza dei carabinieri e quantificati in 150 euro.

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