Piscaglia: "Il lockdown duro colpo per la cultura riminese ma siamo pronti a ripartire"

L'assessore comunale alla Cultura: "Almeno una trentina di spettacoli teatrali, musicali, operistici e di danza saltati oltre alla chiusura forzata e anticipata della mostra Fellini 100"

La cultura riminese sta per ripartire, malgrado l'impatto durissimo dell'emergenza sanitaria. Lo assicura l'assessore comunale alla Cultura, Giampiero Piscaglia, senza dimenticare come il lockdown e le misure restrittive abbiano avuto conseguenze pesanti: si sono tradotte, infatti, per il mondo culturale di Rimini "in almeno una trentina di spettacoli teatrali, musicali, operistici e di danza saltati, nella chiusura forzata e anticipata della mostra Fellini 100, nei musei e nelle biblioteche serrate, con conseguenti perdite in termini di introiti, e soprattutto con tanti lavoratori dello spettacolo lasciati in stand-by". L'assessore inserisce la "batosta" della cultura riminese nei 45.000.000 di euro di perdite registrate nel comparto a livello regionale. "Numeri che danno bene l'idea di cosa abbia significato il lockdown per il settore culturale, per gli operatori e le maestranze- commenta Piscaglia- un colpo non solo per le istituzioni culturali, ma per il sistema nel suo complesso. Alle perdite legate agli eventi, alla chiusura delle mostre, del museo e del teatro, si aggiungono quelle che hanno investito tutti i soggetti che lavorano nei diversi comparti dell'offerta culturale. Senza dimenticare tutte le attività dell'indotto che concorrono alla realizzazione delle manifestazioni culturali, dalla stampa dei materiali, all'ospitalità, ai trasporti, alla promozione, ai noleggi e così via".

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In questi mesi, spiega Piscaglia, anche attraverso la pressione delle istituzioni culturali e dei Comuni, si è lavorato con il ministero dei Beni culturali per ampliare le garanzie dei lavoratori di un settore che storicamente è sempre stato scoperto e privo di una rete di supporto. "Qualcosa dunque si muove, seppur e' ancora insufficiente", osserva l'assessore che sottolinea come in queste difficoltà anche l'amministrazione comunale riminese si sia mossa. "Da parte nostra- spiega infatti- abbiamo provato a rispondere appena è stato possibile, cercando di far ripartire la 'macchina culturale' valorizzando i nostri artisti e i nostri lavoratori, grazie al progetto 'E la chiamano Rimini' che nasce proprio per portare alla ribalta le centinaia di artisti e maestranze che animano la vita culturale della nostra citta'". Non solo, c'e' un impegno in corso per la ripresa vera e propria dell'attività culturale in città: "Oggi siamo al lavoro per organizzare, tra non poche difficoltà, una piena ripartenza delle stagioni teatrali, concertistiche e delle sedi espositive- assicura- monitorando costantemente le indicazioni che arrivano da Roma, consapevoli che l'offerta culturale e di spettacoli dal vivo e negli spazi museali è essenziale per la comunità e anche per l'economia del territorio".

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