Posta elettronica infettata, impennata di segnalazioni di mail di spam

Sono numericamente rilevanti le segnalazioni pervenute in questi giorni ai Comandi dell’Arma della Provincia di Rimini da parte di cittadini che hanno riscontrato problematiche legate al servizio email di un noto gestore di servizi internet

Sono numericamente rilevanti le segnalazioni pervenute in questi giorni ai Comandi dell’Arma della Provincia di Rimini da parte di cittadini che hanno riscontrato problematiche legate al servizio email di un noto gestore di servizi internet. Accade che, da alcune settimane, numerosi utenti in possesso di un account email presso un noto provider internet abbiano riscontrato una trasmissione di email spam, apparentemente inviate dal proprio indirizzo di posta elettronica e indirizzate ad utenti presenti nella propria rubrica o ad altri cui precedentemente è stata da loro inviata una email.

Secondo quanto rilevato è emerso che la spedizione di queste email avviene anche in momenti in cui l’utente non è collegato al proprio account per cui è lecito supporre che tale attività di spamming non sia sempre legata ad una falla di sicurezza presente nel proprio PC o tablet ma ad accessi abusivi al server. Da iniziali riscontri emergerebbe che le mail oggetto dell’anomalia, potrebbero essere state inviate da terzi, venuti abusivamente in possesso degli indirizzi di posta altrui poi modificati ad arte allo scopo di far fraudolentemente apparire l’indirizzo violato quale mittente dei messaggi e/o destinatario di eventuali notifiche. Le mail illecitamente inviate contengono spesso allegati e link dal dubbio contesto/finalità.

Gli uomini dell'Arma consigliano di procedere, mediante software specifico, ad un controllo di sicurezza sul proprio PC o tablet utilizzato per la posta elettronica; cambiare frequentemente la password d’accesso al proprio account utilizzando un dispositivo già oggetto di verifica e comunque sicuro; utilizzare password non semplici e non legate a dati personali, comunque no reperibili mediante “trashing”, preferibilmente utilizzando caratteri speciali all’interno di sequenze alfanumeriche; avvisare, con specifica emali indirizzata a tutti gli utenti presenti in rubrica o cin i quali si ha corrispondenza frequente, di non prendere in considerazione emali sospette prevenienti dal proprio account, consigliando invece di cestinarle immediatamente; rivolgersi alle forze dell’ordine. Occorre precisare che non sempre è possibile bloccare all’origine tale fenomeno nella considerazione che spesso, lo spamming prende avvio nell’ambito di Paesi dalla diversa normativa in tema di sicurezza.

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