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Il premio Oscar Paolo Sorrentino ricorda Federico Fellini: "Fonte d'ispirazione"

"Mettiamola così - esordisce Bulletti -. Poche ore fa a Los Angeles, accanto a Paolo Sorrentino, tutto il mondo ha potuto notare la presenza discreta, lì sul palco, del riminese Federico Fellini"

Il vice presidente della Provincia di Rimini, Carlo Bulletti, rende omaggio al registra Paolo Sorrentino, premiato con l'Oscar per il film "La Grande Bellezza". Durante la premiazione il vincitore ha ringraziato Federico Fellini, Martin Scorsese, Diego Armando Maradona, Roma e Napoli poichè "fonti di ispirazione". "Mettiamola così - esordisce Bulletti -. Poche ore fa a Los Angeles, accanto a Paolo Sorrentino, tutto il mondo ha potuto notare la presenza discreta, lì sul palco, del riminese Federico Fellini".

"Lo ha notato nella singolare coincidenza temporale - aggiunge il vice presidente della Provincia -.  il film di Sorrentino si aggiudica l'Academy Award per la migliore pellicola in lingua straniera esattamente 50 anni dopo l'analogo riconoscimento per uno dei capolavori assoluti del Maestro, 'Otto e mezzo'. Lo ha notato sbirciando una delle tante statistiche snocciolate al momento: dei 14 Oscar per il film straniero aggiudicatisi dall'Italia dall'istituzione del riconoscimento, ben 4 portano sulla targhetta il nome Federico Fellini. In una notte emozionante, che presumibilmente adesso scatenerà il classico trionfalismo della vittoria 'del cinema italiano' mentre a me pare piuttosto un successo di un regista colto e solitario, c'è però un'ulteriore sfumatura riminese".

"Nel dicembre 2010 a Paolo Sorrentino venne consegnato a Rimini il Premio Fellini con una motivazione che idealmente anticipava il trionfo di poche ore fa de 'La grande bellezza' - ricorda Bulletti -. "Sorrentino ha saputo comporre un cinema estremamente personale, di costante sperimentazione figurativa. Opere di grande intensità, congiuntamente classiche e contemporanee, segnate dallo speciale sodalizio con un attore, Toni Servillo, che come Mastroianni per Fellini, sa indossare la maschera antropologica di una controversa italianità. Sorrentino si è imposto nel panorama cinematografico internazionale con opere emblematiche e abitate dal senso della perdita che già abitava la grande poetica felliniana. Un cinema di lucido pensiero, intenso e distaccato nel tono e nella forma". Lo stesso Sorrentino, nel ricevere il premio, dichiarò: "Fellini è il punto di riferimento primario per il fare cinema, anche se mentre uno lo guarda deve non guardarlo perché è inimitabile".

"Un piccolo ricordo che oggi lega Rimini all'Oscar, di cui porta gran parte merito l'allora direttore dell'Associazione 'Fondazione Fellini', Paolo Fabbri - chiosa Bulletti -. Fabbri volle fortemente quel riconoscimento per un autore ancora molto giovane e dunque anomalo rispetto alla filosofia del premio, fin lì incardinato su registi già consacrati. Va detto che in quella breve stagione all'associazione, l'allora direttore portò idee e nuova linfa  (penso anche alla collaborazione con Studio Azzurro), dimostrando che- anche in mezzo a consistenti difficoltà economiche- si poteva fare ancora tanto sul versante della promozione intelligente dell'opera e della poetica universale di Federico Fellini".

"Fabbri, in quei pochi mesi al timone, tracciò una ipotesi innovativa di lavoro e di potenziale partnership con la componente privata per una 'nuova e autonoma Fondazione Fellini' che, penso, possa essere spunto e stimolo anche per il futuro della tutela autoriale del Maestro. Nel frattempo, dà una sensazione d'orgoglio, magari un po' provinciale ma sincero, leggere sul curriculum del regista neo premio Oscar la dicitura 'premio Fellini 2010’", conclude Bulletti.

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