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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Prima tenta il suicidio in cella e poi minaccia agenti e medico con una lametta

Fine dell'anno movimentata nel carcere riminese dei "Casetti" con un detenuto violento che ha aggredito il personale della casa circondariale

Una fine dell'anno aprticolarmente agitata per il personale del carcere riminese dei "Casetti" che, lo scorso 30 dicembre, ha dovuto affrontare un detenuto particolarmente violento che ha iniziato a dare in escandescenza. L'uomo, un tunisino 30enne da poco trasferito dalla casa circondariale di Pesaro, in un primo momento ha cercato di impiccarsi nella sua cella. Accortisi del gesto estremo, gli agenti della polizia Penitenziaria sono riusciti a soccorerlo in extremis e a trasportarlo d'urgenza in infermeria. Nonostante questo, il nordafricano appena ripresosi ha dato in escandescenza e con una lametta da barba, che teneva nascosta, ha dapprima minacciato sia il medico che il personale della Penitenziaria per poi rivolgere lo strumento contro di sè iniziando a tagliarsi le vene delle braccia fino a puntarsi la lama sulla giugulare. Nonostante il sangue che colava dappertutto, gli agenti sono riusciti a bloccarlo in sicurezza e a disarmarlo per poi, dopo averlo ammanettato, trasportarlo al pronto soccorso di Rimini dove è stato medicato messo in osservazione psichiatrica.

"Una situazione pericolosa - ha sottolineato Massimiliano Vitale, delegato regionale del Sappe, il sindacato della polizia Penitenziaria - che solo grazie alla straordinaria professionalità dei colleghi si è risolta nel migliore dei modi senza che nessuno si facesse male. Purtroppo, però, è solo grazie a questa che il carcere riminese dei 'Casetti' riesce ad andare avanti dato che la carenza di organico è sempre più endemica, alla quale si aggiungono le ferie per le festività natalizie, per una copertura completa ed efficiente dei turni, infatti, la casa circondariale non ha un direttore in pianta stabile dal 2013 tanto che, da allora, si sono avvicendati più di 7 dirigenti e la presenza di un dirigente della Penitenziaria rappresenta l’unico funzionario dei 3 previsti“.

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