Cronaca

Processo Rimini Yacht, rinviata la sentenza per Giulio Lolli

In attesa della prossima udienza, l'ex patron è sotto processo anche a Roma dove dovrà rispondere dei reati di terrorismo islamico durante la latitanza in Libia

Lolli in videoconferenza dal carcere

Nulla di fatto, mercoledì mattina in Tribunale a Rimini, per la sentenza sul processo Rimini Yacht che vede imputato Giulio Lolli con le accuse di truffa, appropriazione indebita e falso, reati di cui siè già dichiarato colpevole, ma anche di associazione a delinquere. Due capi che, però, l'imprenditore respinge con forza. L'ex patron della società che si occupava della compravendita di imbarcazioni di lusso era in videocollegamento dal carcere di Rossano Calabro dove si trova in regime di alta sicurezza dopo l'estradizione dalla Libia. A salire sul banco dei testimoni è stato il commercialista di Lolli e, poi, l'udienza è stata aggiornata al prossimo 20 gennaio. Il pubblico ministero, infatti, ha contestato un'aggravante sul reato di falso che, se accolta dai giudici del Collegio, potrebbe evitare la prescrizione del processo. Per questo motivo verrà ascoltata in aula anche la tipografa che produceva i documenti falsi delle imbarcazioni in vendita.

In attesa della prossima udienza, Lolli è sotto processo anche a Roma dove dovrà rispondere dei reati di terrorismo di matrice islamica durante gli anni della latitanza trascorsi in Libia dove, secondo l'accusa, era diventato un guerrigliero di una fazione in lotta per il controllo del Paese africano. Una ricostruzione sempre contestata dall'ex patron di rimini Yacht che, dal canto suo, ha sostenuto di aver combattuto l'Isis.

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