Razziavano le carpe nei laghi privati per ripopolare la loro "riserva" di pesca

Diverse decine i pesci fatti sparire nel cuore della notte e poi liberati nel lago della Vecchia Fornace del mattone di Bellaria

Erano diventati oramai il terrore dei proprietari dei laghi privati che, puntualmente, si vedevano razziare le carpe che nuotavano nei loro specchi d'acqua attrezzati per la pesca sportiva. A finire denunciati per furto di pesce, accesso abusivo in proprietà privata, esercizio illegale della pesca e trasporto illecito di prodotto ittico, sono stati 6 ragazzi, tra i 25 e i 26 anni, e un minorenne. Il gruppo, secondo quanto emerso, aveva iniziato a fare delle scorribande notturne nei laghi attrezzati alla pesca sportiva per razziare i pesci per poi liberarli in quella che avevano eletto a loro riserva di pesca privata: il lago della Vecchia Fornace del mattone di Bellaria. Qui le carpe venivano fatte riprodurre e, in tutta tranquillità, successivamente pescate. Un danno non da poco per i prorpietari dei laghi privati che, col sensibile calo di pesci nei loro specchi d'acqua, avevano visto diminuire anche la presenza dei pescatori sportivi.

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