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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Il Re del liscio dimenticato da Sanremo. La figlia: "Dal Festival e da Amadeus un'enorme delusione"

Raoul Casadei se ne andava un anno fa, il 13 marzo del 2021, all’ospedale Bufalini di Cesena sconfitto dal Covid

Il “re del liscio” se ne andava un anno fa, il 13 marzo del 2021, all’ospedale Bufalini di Cesena sconfitto dal Covid. “Si ammalò durante Sanremo, ora lui continua a darci la carica da lassù”, ha detto il figlio Mirko qualche giorno fa a “Storie Italiane”, su RaiUno. Ma del “re del liscio”, esordiente al Festival nel 1974, nella nuova edizione di Sanremo non vi è stata menzione. Lo speravamo i suoi fans e anche i parenti. E’ la figlia Mirna a cedere, con un duro sfogo apparso durante le scorse ore sulla sua pagina Facebook: “Non avrei voluto fare polemica, perché non amo le polemiche: ho seguito tutte le serate di Sanremo, come faccio ogni anno, ma quest’anno aspettavo di sentire il suo nome, non dico una cover, non chiedo tanto, sarebbe bastato anche solo un applauso, un omaggio, una parola. Ad ogni puntata ero sempre più delusa, incredula e triste”.

Una dura critica anche nei confronti del conduttore Amadeus: “Mi dispiace Festival di Sanremo e Amadeus, ma stavolta avete pestato una cacca, che non ha deluso solo me e probabilmente la mia famiglia, ma ha offeso gli italiani, legati alla loro terra, alle loro radici e alle tradizioni – scrive Mirna Casadei -. Raoul è stato e sarà sempre un artista e un uomo amatissimo dalla gente, da tutta l’Italia, dagli italiani di tutte le regioni, delle città e dei più piccoli paesini, di tutti i ceti sociali, dagli italiani emigrati all’estero, dagli addetti lavori, dalla stampa, da tutti. Al di là dei gusti musicali. È una questione umana e culturale”.

Ma l’allegria e l’entusiasmo di Raoul resteranno indelebili. Come ha ricordato il figlio Mirko in tv: “Lui ha sempre trasmesso ottimismo, allegria, iniettando a tutti tanta felicità. Con il suo insegnamento dobbiamo imparare a sorridere di nuovo e, presto, a riabbracciarci, magari attraverso un bel ballo tutti assieme, perché ne abbiamo bisogno”.
 

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