Cronaca

Resti del razzo cinese in caduta verso la terra, tra i possibili obiettivi l'Italia centrale

Come era già successo nel 2018 e nel 2020 con la stazione spaziale sempre realizzata da Pechino, gli scienziati stanno calcolando la traiettoria dello "stadio" e dei suoi frammenti

Caduta libera verso la Terra per lo “stadio” del razzo cinese partito il 29 aprile. Non è un fatto così comune (anzi è molto raro), anche se già l’anno scorso era accaduto in Africa occidentale. Ora il rischio è per l’Italia centrale e meridionale, secondo i calcoli degli esperti. Un relitto spaziale che cade in modo incontrollato sulla Terra e un asteroide, che per fortuna non esiste, che minaccia di cadere sulla Terra nell'arco di sei mesi: il primo è un evento reale, che a metà della prossima settimana potrebbe tradursi in una pioggia di frammenti in un'area ancora imprecisata della Terra; il secondo è una simulazione di Nasa e Esa, fondamentale per prepararsi ad affrontare un'eventuale emergenza planetaria come potrebbe essere l'impatto di un asteroide sul nostro pianeta. In entrambi i casi prepararsi è la parola d'ordine.

Ed è proprio quello che stanno facendo i ricercatori che nei prossimi giorni continueranno a seguire le orbite percorse dallo stadio principale del razzo cinese Lunga Marcia 5B che il 29 aprile aveva portato in orbita il nucleo della stazione spaziale cinese e che ora sta cadendo in modo incontrollato verso la Terra. Una storia che si ripete, visto che nel 2020 il componente analogo dello stesso modello del più grande razzo cinese è andato in pezzi nell'impatto con l'atmosfera e i frammenti sono caduti su alcuni villaggi dell'Africa occidentale. Nel 2018 era stata la vecchia stazione spaziale cinese a piroettare verso la Terra tenendo tutti col fiato sospeso.

Segnalata da diversi siti internazionali, la notizia della caduta fuori controllo dello stadio del razzo è stata confermata all'ANSA da Luciano Anselmo, dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa. Il fatto è, rileva Anselmo, che "dopo il lancio lo stadio del razzo è stato abbandonato nell'orbita e non dà più segni di vita". Si comporta cioè come un "veicolo passivo" e l'unica influenza che subisce è "il freno dell'atmosfera, che lo sta facendo ricadere vero la Terra". Ad avvalorare i sospetti della caduta incontrollata c'è l'orbita, "analoga sia a quella percorsa nel 2020 dal suo predecessore e nel 2018 dal prototipo della vecchia stazione spaziale cinese. Attualmente - osserva - la caduta potrebbe avvenire nella fascia compresa fra 41,5 gradi a Nord e 41,5 gradi a Sud, e che comprende anche l'Italia centrale e meridionale". È presto però per trarre qualsiasi conclusione in quanto l'orbita potrebbe subire delle variazioni. "Il rientro - osserva l'esperto - è probabile a metà della prossima settimana, con un'incertezza di alcuni giorni".

Nel frattempo ci si prepara anche ad altre minacce che arrivano dal cielo, come hanno fatto gli esperti di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) nell'affrontare il finto asteroide 2021PDC, distante 57 milioni di chilometri e con il 5% di probabilità di colpire la Terra intorno al 20 ottobre 2021. Nella simulazione, organizzata nell'ambito della Conferenza sulla difesa planetaria dell'Accademia internazionale di Aeronautica, tutti i partecipanti hanno cominciato a ricevere continui aggiornamenti sull'asteroide, la sua posizione, le sue dimensioni, la probabile area d'impatto sulla Terra. "Ogni volta che partecipiamo a un esercizio simile - ha detto Lindley Johnson, della difesa planetaria della Nasa - impariamo di più sui principali attori nell'eventualità di un impatto disastroso, capiamo chi ha bisogno di sapere che cosa e quando". 

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