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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Riccione

Riccione nega il doppio cognome ai figli di una coppia gay: "Pura omofobia che ricade sui più piccoli"

Giada Buldrini e Serena Galassi sono una coppia gay che, nei giorni scorsi, si è vista respingere dal Comune di Riccione la richiesta di riconoscimento della madre genetica di due bimbi

Giada Buldrini e Serena Galassi sono una coppia gay che, nei giorni scorsi, si è vista respingere dal Comune di Riccione - dove le due vivono - la richiesta di riconoscimento della madre genetica di due bimbi gemelli, nati nel 2013 a Rimini grazie alla fecondazione eterologa.  Una delle due donne, infatti, ha donato gli ovuli che sono stati impiantati nell'utero dell'altra, ma all'anagrafe del Comune i due bambini sono stati registrati solo con il cognome della madre che li ha partoriti mentre l'altra, che ha fornito il patrimonio genetico, al momento non figura. Da qui la richiesta al Comune di riconoscimento, per la quale pochi giorni fa è arrivato il rigetto. "Abbiamo solo applicato la legge e la legge non prevede due madri", spiega il sindaco Renata Tosi. Di diverso avviso le due donne, assistite dall'avvocato Katia Buldrini, che ha depositato ricorso al Tribunale di Rimini facendo notare che il mancato riconoscimento dell'altra madre andrebbe a discapito dell'interesse dei minori.

"Sono ormai decine i sindaci di ogni colore politico che hanno riconosciuto l'omogenitorialità, l'ultimo caso di Milano addirittura col nascituro ancora nel grembo di una delle due mamme - commenta il presidente di Arcigay Rimini 'Alan Turing' Marco Tonti - Non si contano poi i tribunali che smentiscono i sindaci che dicono di avere le mani legate dalla legge e ordinano alle anagrafi trascrizioni e riconoscimenti di omogenitorialità. È quindi acclarata la possibilità legale di procedere in questo senso come già fatto a Torino, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Rimini e Gabicce. Quello che manca quindi non è la possibilità tecnica, ma la volontà e, diciamocelo, l'umanità di riconoscere e rispettare l'amore e sostenere la vita familiare nell'interesse dei più piccoli, così come riconosciuto perfino dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2015. Una volta uno degli argomenti contro noi persone omosessuali era che non potevamo fare figli, ora che facciamo figli non ce li si vuole riconoscere e si finge di non vederli. Questa è pura e semplice omofobia, un'omofobia che purtroppo ricade anche sui più piccoli. Pensando a Zach Wahls, neoeletto senatore statunitense figlio di due donne, sarebbe meglio riflettere sul fatto che i figli di Giada e Serena potrebbero diventare un giorno sindaco o parlamentare di Riccione e riconoscerli come cittadini a pieno titolo, e non trattarli come bambini di serie B".

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