"Mio marito va a lucciole". Anziana moglie fa scoprire centro massaggi hard

La "Stella dell'Oceano" di Riccione nascondeva alcove clandestine che attiravano decine di uomini attempati attirati dalla possibilità di fare sesso con delle giovani cinesi. A finire in manette sono state le due tenutarie

In apparenza sembrava un normale centro massaggi nel pieno centro di Riccione: La “Stella dell’Oceano”, in Viale Santarosa, ma ai clienti veniva offerto un “servizio extra” per un minimo sovrapprezzo, solo poche decine di euro in più. E’ quello che hanno scoperto i carabinieri di Riccione che, nella serata di lunedì, hanno effettuato un blitz nella struttura che ha portato all’arresto di due donne di origini cinesi con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Il centro massaggi era stato aperto nel luglio di quest'anno e, grazie al passaparola, era diventato uno dei punti più hard della Perla Verde frequentato, in maniera particolare, da clienti piuttosto attempati che non si rassegnavano al passare degli anni.

A mettere una pulce nell'orecchio degli inquirenti dell'Arma, oltre alla segnalazione di un’anziana donna stanca delle  continue “visite” del marito al centro massaggi e il conseguente dilapidare della pensione, è stato il continuo via vai di clienti, esclusivamente uomini, tutti piuttosto in là con gli anni. A peggiorare le cose, inoltre, erano state le lamentele degli abitanti del condominio all'interno del quale il centro era stato allestito infastiditi dal passaggio di persone fino a tarda sera e che, in più occasioni, sbagliavano porta e bussavano negli appartamenti in cerca di massaggi. Inoltre, dopo una approfondita ricerca su internet, è stato accertato che il centro massaggi era sponsorizzato in diversi siti con riferimenti espliciti alla possibilità di fare sesso, il tutto rafforzato dai commenti dei clienti che indicavano la possibilità di un “gran finale”. Sono iniziati così lunghi servizi di osservazione e pedinamento con la raccolta dinformazioni e indizi utili. A volte venivano bloccati e portati in caserma gli stessi clienti che, alla fine, ammettevano l’esistenza di diversi “pacchetti massaggio” con possibilità di fare sesso non protetto anche in vasche idromassaggio. Addirittura alcuni clienti, ignari di queste pratiche, senza chiedere nulla di particolare si trovavano costretti a dover far sospendere il massaggio in quanto le massaggiatrice andavano oltre il consentito, ormai senza chiederne più il consenso. 

Il blitz è scattato alle 20 di lunedì quando i militari dell’Arma, dopo aver atteso l’uscita dell’ennesimo cliente, hanno fatto irruzione nel locale trovando una leggera resistenza da parte della responsabile della struttura che cercava in tutti i modi di sbarrare la via d’accesso. Un volta entrati, i carabinieri hanno sorpreso un uomo intento a ricomporsi e, a seguito di perquisizione locale e personale, sono state ritrovate alcune migliaia di euro in contanti, guadagnate in soli tre giorni, nonché liste di clienti con relativo “servizio extra” richiesto. L’attività di indagine ha permesso di appurare che la donna cinese, sfruttata dalle due arrestate, riceveva un compenso mensile di 900 euro a patto che accettasse quanto impostole dalle titolari. Sono quindi finite in manette una 30enne e una 35enne originarie della Repubblica Popolare Cinese, entrambe regolari sul territorio nazionale.

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