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Pusher e rapinatori: la Squadra Mobile stana due giovani salernitani

Arrestati all'alba di venerdì, dal personale della squadra Mobile di Rimini, due spacciatori di origine salernitana che, tra una dose di ketamina e una di Mdma, non disdegnavano di compiere anche rapine a mano armata

Arrestati all’alba di venerdì, dal personale della squadra Mobile di Rimini, due spacciatori di origine salernitana che, tra una dose di ketamina e una di Mdma, non disdegnavano di compiere anche rapine a mano armata. A finire in carcere con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di ecstasy, Mdma, ketamina e cocaina, oltre al fermo per porto abusivo di pistola, sono stati un 24enne e un 25enne entrambi già noti alle forze dell’ordine.

Il 24enne, inoltre, è ritenuto dalla Divisione Distrettuale Antimafia di Palermo uno degli affiliati allo storico clan Fezza, D’Auria, Petrosino che opera nella zona del salernitano. I due arrestati, secondo alcune indiscrezioni investigative, sarebbero anche coinvolti nella sparatoria dello scorso 12 agosto a Riccione, in piazzale Azzarita davanti al Pepenero.

I due erano da tempo nel mirino della polizia tanto che, il 24enne, è fortemente sospettato di aver strappato un Rolex ai danni di un passatane la scorsa primavera. Quando, alle prime luci di venerdì, il personale della Mobile ha fatto irruzione dell’appartamento del residence di via Goldoni a Rimini dove i due risiedevano, oltre a varie sostanze stupefacenti gli inquirenti hanno trovato una pistola Smith&Wesson Airlite calibro 38 con 5 proiettili nel tamburo e altri 15 cartucce.

L’arma, risultata smarrita a Coriano lo scorso 17 luglio, è stata sequestrata e verrà inviata alla Scientifica di Roma per ulteriori accertamenti. Gli inquirenti della polizia sono certi che i due arrestati, oltre a far parte di una banda più ampia che gestisce lo spaccio di stupefacenti nei locali della Riviera, abbiano commesso varie rapine, in particolare strappi di Rolex, nel riminese.

In oltre, secondo alcune indiscrezioni investigative, i due salernitani avrebbero fatto parte del gruppo di napoletani che, nel pomeriggio del 12 agosto, ha affrontato alcuni pugliesi a Riccione quando, nel corso del tafferuglio, era spuntata una pistola che aveva ferito un ragazzo calabrese. L’ipotesi più accreditata è che quella sparatoria, a differenza di quanto dichiarato dai quattro arrestati dai carabinieri all’indomani del fatto, sia nata per un diverbio tra i due gruppi per spartirsi le zone dello spaccio di stupefacenti.

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