"No al vaccino obbligatorio negli asili: è contro la libertà di scelta terapeutica"

Il Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione all'attacco delle scelte del governo dell'Emilia Romagna

"L’attuale governo dell’Emilia Romagna ed in particolare l’assessore alla salute Venturi vogliono distinguersi ancora una volta in quella che possiamo definire oramai la “guerra santa” contro l’obiezione di coscienza alle vaccinazioni". A denunciarlo è il Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione che critica le scelte della giunta regionale. L'Emilia-Romagna fa da apripista per arginare il calo ormai costante delle coperture nella prevenzione dei più piccoli. È pronta al varo la nuova legge regionale sui servizi per la prima infanzia: introduce il principio che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, aveva annunciato di voler estendere a tutte le scuole. L'obbligatorietà per chi si iscrive di avere il libretto delle vaccinazioni in regola. Per la scuola dell'obbligo il provvedimento era ipotizzato nel piano vaccinale, ancora fermo a Roma, ma per gli asili nido pubblici comunali e per quelli privati convenzionati si può agire con una legge regionale.

"L’azione di forza della giunta e del suo assessore - spiegano - forti di un improvviso consenso “popolare” molto ben orchestrato e supportato dalle istituzioni sanitarie (permanentemente “sorde” alle istanze delle associazioni per la tutela dei danneggiati da vaccino) contrasta in modo evidente con la legge regionale DGR 256 del 13 marzo 2009, “Indicazioni alle Aziende sanitarie per promuovere la qualità delle vaccinazioni in Emilia-Romagna” e con il DPR 355/1999 (Regolamento recante modificazioni al DPR 1518/67 in materia di vaccinazioni obbligatorie, normativa nazionale). È altresì un provvedimento evidentemente incostituzionale perché contrasta con le libertà dell'individuo e la libertà di scelta terapeutica, è fondato su profonde inesattezze sanitarie (vaccinazioni efficaci e sicure, immunità di gregge e necessità di soglie minime di copertura vaccinale, tutte questioni controverse e mai dimostrate scientificamente con lavori indipendenti e senza alcun conflitto di interesse con le case farmaceutiche produttrici dei vaccini). Il provvedimento contrasta anche con le leggi sui danni da vaccinazione (L. 210/1992 e L. 229/2005) nonché con tutta la disciplina della Farmacovigilanza - Vaccinovigilanza (DM 12.12.2003 - del Regolamento UE 1235/2010, la cui applicazione è operativa dal 2 luglio 2012, e della Direttiva 2010/84/UE - Decreto Ministero della Salute 30 aprile 2015) e sarà di fatto inapplicabile, stante l'altissimo numero di obiettori e danneggiati presenti in Emilia Romagna".

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"Contrasta infine con ogni normativa europea in materia di libero accesso alle comunità infantili e scolastiche -concludono - anche in rapporto con quanto avviene in altri paesi del continente. Va in direzione diametralmente opposta alla Convenzione di Oviedo (Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina - Convenzione di Oviedo - Consiglio d’Europa, 1996) a cui il nostro paese ha aderito pienamente. Per coloro che non hanno familiarità con questo importante documento vogliamo ricordare solo l’Art. 1: Le Parti di cui alla presente Convenzione proteggono l’essere umano nella sua dignità e nella sua identità e garantiscono ad ogni persona, senza discriminazione, il rispetto della sua integrità e dei suoi altri diritti e libertà fondamentali riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina. Ogni Parte prende nel suo diritto interno le misure necessarie per rendere effettive le disposizioni della presente Convenzione. Questo provvedimento in avanzato stato di “composizione” è figlio del pensiero unico vaccinale: questo paradigma vaccinale ha oramai assunto la forma di una dottrina gelatinosa che avviluppa qualsiasi istanza che ne metta in discussione i principi, la vorrebbe inibire, tende a confonderla e a paralizzarla fino a soffocarla: il pensiero unico è il solo autorizzato da un'invisibile e onnipresente polizia dell'opinione, è il nuovo Vangelo che ha raggiunto un tale grado di arroganza, veemenza e insolenza che di fronte a un simile furore ideologico non è esagerato parlare di dogmatismo medico scientifico. Se la giunta regionale e i cosiddetti decisori politici intenderanno percorrere questa strada troveranno di fronte a loro la ferma opposizione di COMILVA e, ne siamo certi, di tutte le organizzazioni nazionali che si battono per la difesa dei diritti fondamentali per la salute e la libertà di scelta terapeutica: COMILVA promuoverà ogni forma possibile di opposizione civile a tali derive autoritarie e lesive delle libertà, finanche alla Corte Europea dei diritti dell’uomo".

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