Cronaca

Morto dopo aver bevuto acido, spuntano nuovi elementi investigativi

Non ci sarebbero in commercio bottiglie di aranciata contaminate con dei liquidi corrosivi

Spuntano nuovi elementi investigativi in seguito al decesso di Stefano Amadori, l'idraulico 54enne di San Clemente morto dopo aver bevuto da una bottiglia di aranciata che, però, conteneva del liquido corrosivo. Dopo l'invito del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Rimini, Paolo Giovagnoli, a non creare inutili allarmismi, l'attenzione degli inquirenti si sta spostando su altre ipotesi. Fondamentale è che, dalla Procura, tendono ad escludere l'ipotesi  di una partita di aranciata contaminata. Non ci sono infatti elementi che portino a ipotizzare un sabotaggio perchè, secondo quanto emerso, non ci sono stati casi analoghi in tutto il territorio. La bottiglia incriminata era acquistata dalla moglie della vittima il 24 aprile, in un noto centro commerciale, in un periodo dove le vendite sono state ingenti. Il sequestro di altre aranciate della stessa marca, e appartenenti allo stesso lotto, è stato quindi un aspetto solamente cautelativo tanto che, al momento, non sarebbero emerse contaminazioni di sorta.

Allo stesso tempo, la bottiglia sequestrata dagli inquirenti non presenterebbe manomissioni. E' quindi anche da escludere il fatto che, qualcuno, potesse aver iniettato il liquido corrosivo nel contenitore esposto nel supermercato. "I primi risultati delle analisi effettuate sulla bottiglia - ha spiegato il Procuratore della Repubblica - hanno evidenziato una concentrazione di acido estremamente alta che, difficilmente, potrebbe arrivare da una produzione industriale. Il sequestro delle bottiglie del lotto di produzione è stato a scopo cautelare. Sono circa una trentina le confezioni messe sotto sigilli e, al momento, non sarebbero emerse manomissioni". Non si esclude, inoltre, che il decesso del 54enne sia dovuto a un gesto volontario o a una tragica fatalità domestica.

Per ora, comunque, il fascicolo d'indagine aperto dal sostituto Procuratore Paola Bonetti, che coordina il lavoro degli inquirenti, ha come l'ipotesi di reato di avvelenamento di alimenti e di morte conseguente ad altro reato a carico di ignoti. Sarà necessario aspettare alcuni giorni affinchè l'anatomo patologo, che ha eseguito l'autopsia sul corpo di Amadori, e il tossicologo, che ha analizzato i liquidi sequestrati in casa dell'idraulico dai carabinieri, possano dare un primo responso delle loro analisi. E' infondato, comunque, l'allarmismo su altre confezioni di aranciata presenti sul mercato riminese e nazionale pericolose per la salute di chi le consuma.

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