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Cronaca

Rimini ora trema, definanziati i 20 milioni per il Parco del Mare sud. "Il Governo dia garanzie sui fondi"

Appalto concluso e lavori in partenza a fine estate, ma per i nuovi lotti del Parco del Mare rischio stop. L'amministrazione: "Rimini ha assoluta necessità di partire con questi interventi"

Ora Rimini è con il fiato sospeso. Perché all’interno dei 15,89 miliardi di euro da “definanziare dal Pnrr” sono contenuti anche gli oltre 20 milioni del “bando rigenerazione urbana 2022-2026”, poi confluito nel Pnrr, con cui l’amministrazione riminese deve aprire i cantieri per la realizzazione dei tratti 6 e 7 del Parco del Mare Sud. Si tratta del nuovo lotto per il restyling del lungomare, che non solo è già progettato, ma è già stato anche affidato l’appalto, con previsione di inizio lavori subito dopo l’estate. Lo scorso 7 luglio, attraverso un comunicato stampa, il Comune di Rimini aveva annunciato che l’appalto è stato affidato al raggruppamento temporaneo di imprese composto da Società Cooperativa Braccianti Riminese, CO.I.R. Consorzio Imprese Romagnole, Peverelli e Consorzio Con.Co.S. I lavori dovrebbero prendere il via subito dopo la stagione estiva e partiranno dal tratto 6, compreso tra piazzale Gondar e via Siracusa, di fronte all’ex Colonia Murri; a seguire, nell’autunno 2024, inizieranno gli interventi sul tratto 7, da via Siracusa fino a via Latina, al confine con Miramare. Ma ora tutto rischia di finire in sospeso e il condizionale è d'obbligo.

Il ministro Raffaele Fitto, nel corso di una conferenza stampa, ha cercato di assicurare che “sono emerse criticità rilevanti che non consentono la conferma del finanziamento a valere sul Piano. Ma in tale contesto il Governo attiverà le misure necessarie per riprogrammare le risorse a favore di interventi coerenti e realizzabili nei tempi previsti e, contemporaneamente, assicura il completo finanziamento degli interventi stralciati dal Pnrr”. Ma con quale modalità? E con quali tempistiche? Sono queste le domande che assillano gli uffici di Palazzo Garampi. E anche al momento restano senza risposta certa.

“Quello che più preoccupa in queste ore Rimini non è tanto e solo la disponibilità finanziaria ad appalto già esaurito ma l'eventuale ridiscussione delle procedure e dei percorsi amministrativi e burocratici da mettere in campo per il finanziamento alternativo promesso dal Governo – spiega in una nota l’amministrazione -. Gli scenari più pessimistici che si aprono sono dunque due. Uno: non arrivano i 20 milioni di euro a compensazione di quelli stralciati dai capitoli Pnrr sui quali è già stato fatto l'appalto. Due: vengono trovati i 20 milioni di euro ma siccome questi appartengono formalmente a una nuova linea amministrativa che prevede nuove convenzioni, nuovi accordi, i tempi di realizzazione dei lavori slittano, non si sa se di poco o molto tempo”.

La pesantissima sforbiciata governativa ai fondi cala come una mannaia proprio sui Comuni più virtuosi; cioè quelli che, come Rimini, in buona sostanza stanno già spendendo i fondi con rapidità ed efficienza. “E’ una situazione delicatissima anche a livello logistico, perché Rimini ha assoluta necessità di partire con questi interventi immediatamente dopo l'estate per non interferire con la prossima stagione turistica – conclude l’amministrazione -. Quello che chiediamo al Governo, e insieme a Rimini Anci e tanti altri Comuni nella medesima situazione, sono garanzie immediate, sia finanziarie che procedurali, che confermino gli interventi e la loro tempistica per i tratti 6 e 7 del parco del Mare. Se ciò non avvenisse in tempi più immediati che celeri è evidente come, al di là di un ovvio e motivato giudizio pessimo da parte della comunità riminese (i suoi cittadini, le sue imprese) per gli impegni formali e finanziari disattesi, sarebbe sicuramente molto concreta la possibilità di contenziosi legali con adeguate richieste risarcitorie, proprio perché l'appalto è già stato espletato con conseguente prese in carico di lavoratori e materiali da parte delle imprese realizzatrici".

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