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Scacco agli spacciatori del lockdown, 7 indagati per lo spaccio di quasi 8 chili di marijuana

La banda era in grado di approvvigionare la Riviera di stupefacente facendolo arrivare dall'Albania

E' scattato all'alba di mercoledì il blitz dei carabinieri di Riccione che hanno eseguito 7 misure cautelari nei confronti di altrettante persone tutte già note alle forze dell'ordine accusate, a vario titolo, dello spaccio di marijuana nella Perla Verde. Per 3 di queste, un pugliese 56enne, un riminese 54enne e un siciliano 38enne sono scattate le manette coi primi due trasferiti in carcere e il terzo agli arresti domiciliari. Gli altri 4, un'albanese 24enne, due riminesi di 41 e 49 anni e un siciliano 48enne, sono stati sottoposti all'obbligo di firma. Le indagini dell'Arma riccionese erano partite lo scorso febbraio e avevano permesso di accertare come gli indagati, in pieno lockdown, erano comunque in grado di movimentare grossi quantitativi di marijuana che arrivavano dall'Albania ed erano in grado di soddisfare le richieste del mercato sulla Riviera.

Figura di spicco è ritenuta essere dai carabinieri quella di un 56enne di Cosenza, già arrestato dai militari dell'Arma la scorsa primavera, che per gli inquirenti era il fulcro su cui girava la banda arrestata oggi. Attraverso le relazioni del cosentino si è arrivati ad individuare il pugliese coetaneo il quale, secondo le indagini, lo scorso 4 giugno aspettava un carico di "erba" da 1,5 chili ma il traffico era stato intercettato dai carabinieri che avevano ammanettato il calabrese insieme ad altri tre complici tra cui un albanese 47enne. Quest'ultimo, lo scorso 15 luglio, era stato nuovamente arrestato dai carabinieri con un altro carico di marijuana dal peso di 6 chili. Lo stupefacente era nascosto nella sua abitazione che condivideva con la fidanzata 24enne e connazionale.

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