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Scuola, l'Emilia Romagna trova altri 100 bus per le superiori, "ma non bastano senza orari scaglionati"

L'assessore Corsini: "Ci vuole una disponibilità al cambiamento anche delle istituzioni scolastiche, se non si differenzia l'orario non si riparte"

L'Emilia-Romagna troverà altri 100 autobus per fare tornare gli studenti delle superiori a scuola il 7 gennaio prossimo. Ma "non basta nemmeno questa potenza di fuoco, se il mondo della scuola non differenzia gli orari", avverte l'assessore regionale ai Trasporti Andrea Corsini. Che si rivolge quindi alle autorità scolastiche con cui si sta cercando di mettere a punto il piano per il ritorno in classe: "Ci vuole una disponibilità al cambiamento anche delle istituzioni scolastiche. Servono soluzioni di emergenza in un momento di emergenza". Corsini pensa naturalmente ad uno scaglionamento degli orari, "anche andando a scuola al pomeriggio. Ai miei tempi ci sono andato a scuola al pomeriggio e non succedeva niente". In ogni caso l'assessore resta ottimista: "Non sarà facile ma ce la faremo".

Corsini ne parla rispondendo ad un ascoltatore dell'incontro social di mercoledì del gruppo Pd all'europarlamento sul Recovery Fund, protagonisti oltre all'assessore regionale, la deputata europea Alessandra Moretti e il sindaco di Imola Marco Panieri. Corsini, intanto, 'scagiona' i bus: la seconda ondata non e' stata colpa loro. "Non credo che il tpl sia stata la causa della diffusione del virus", dice. "Non è il momento di fare polemiche o individuare colpevoli della diffusione del virus, ma sono convinto che non c'è un luogo che più di tutti ha favorito la sua diffusione, ci sono invece comportamenti che lo hanno fatto. Anche io penso sia un dovere riaprire le scuole in sicurezza, anzi noi come Emilia-Romagna avevamo fatto una proposta, non accolta, di aprire in percentuale ridotta ma fin da dicembre".

In vista del ritorno sui banchi, "ci siamo preparando per poter essere pronti, e lo saremo, a trasportare i ragazzi delle superiori in sicurezza coi mezzi al 50% della capienza", continua Corsini. A disposizione ci sono, oltre ai 3.200 mezzi delle aziende pubbliche gli altri 350 mezzi che la Regione ha trovato finora "per diluire gli utenti", con un costo di 16 milioni di euro per le casse pubbliche. Per gennaio "siamo disposti a fare ancora di più, stiamo cercando di reperire ulteriori mezzi, opera non facile perché li abbiamo già 'saccheggiati' tutti". Tuttavia altri cento bus saranno a disposizione per la ripartenza della scuola. Ma tutto ciò, avverte l'assessore, non basta ancora: "Col 50% della capienza e il 75% degli studenti servirebbe il doppio dei mezzi, ma questi ma non si possono fabbricare in pochi mesi e neanche se io avessi in mano un assegno in bianco sarebbero reperibili". Di qui l'appello al mondo della scuola perché accetti lo scaglionamento delle lezioni. 

(Agenzia Dire)

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