Scuola, per la Papa Giovanni XXIII una riforma che parte dalla gratuità

"Una scuola senza voti, la ricchezza della diversità, il gusto di conoscere". Questi i tre elementi che sono alla base di una Scuola del Gratuito, modello pedagogico promosso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII

“Una scuola senza voti, la ricchezza della diversità, il gusto di conoscere”. Questi i tre elementi che sono alla base di una Scuola del Gratuito, modello pedagogico promosso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e che saranno approfonditi al convegno “La Scuola del Gratuito – Pedagogia della gratuità per una società più felice”, organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e dal “Gruppo di ricerca per una scuola del gratuito” di Pesaro, che si terrà il sabato e domenica a Valdragone, Repubblica di San Marino, all’Hotel San Giuseppe.

«Per una riforma della scuola servono sicuramente risorse, insegnanti, strutture adeguate, ma soprattutto nuove relazioni tra i soggetti coinvolti, insegnanti, studenti, famiglie – dice Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII –. Dopo anni di ricerca e sperimentazione il nuovo modello di scuola ispirato alle intuizioni di don Oreste Benzi è pronto per essere presentato ufficialmente e proposto a tutti».

Un modello che sarà confrontato con altre esperienze, come le “scuole libertarie” di Irene Stella, e approfondito con l’apporto di studiosi come Riziero Zucchi dell’Università di Torino, Leonardo Becchetti dell’università di Roma Tor Vergata, Andrea Canevaro dell’Università di Bologna. Al convegno sono stati invitati a partecipare anche la direttrice della scuola di Mugnano (Napoli) e i genitori che hanno scelto di ritirare i propri figli dalla classe in cui c’era un bimbo disabile, per approfondire insieme il ruolo degli alunni diversamente abili come risorsa e non come problema. Il programma completo del convegno presso il sito www.apg23.org

L’idea è nata dalla provocazione, lanciata nel 1994 da don Oreste Benzi, della “Società del gratuito”: una società basata sugli “ultimi”, sulle cui esigenze la società viene formata e si organizza. Alcuni insegnanti della Comunità Papa Giovanni XXIII si sono posti come primo obiettivo quello di approfondire il significato del loro lavoro. Dalla riflessione è emerso un modello di scuola, esposto nel “Manifesto della scuola del gratuito”, che non si basa sul profitto, ma che chiede all’alunno di sviluppare i suoi doni personali creando una rete di relazioni senza il falso obiettivo del voto. Una scuola dove si attua l’educazione “della gratuità” e non “alla gratuità” come sottolinea Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità,  “perché la gratuità è dentro di noi e va solo sviluppata”.

Su questo modello gli insegnanti della Comunità hanno iniziato a impostare il proprio metodo di lavoro. Ferdinando Ciani, insegnante di Pesaro, ha iniziato a sperimentare una didattica che faccia a meno dei voti. Su questa esperienza ha scritto i libri “La Scuola di Pinocchio” e “A scuola senza profitto” che gli hanno dato modo di incontrare genitori e altri insegnanti interessati a questo modo di fare scuola. Con queste persone ora porta avanti il “Gruppo di studio sulla Scuola del gratuito”. Un terzo libro “Scuola del gratuito” uscirà in occasione del convegno.

Il riferimento più noto per questo tipo di esperienze è senza dubbio la Scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani. Ci sono oggi esempi di scuole che fanno a meno dei voti e non confondono il valore della persona con la sua capacità di incamerare nozioni. Queste scuole sono raggruppate in genere sotto il nome di “Scuole democratiche o “Scuole libertarie”. Alcuni esempi sono  “Summerhill” in Gran Bretagna, “Kapriole” a Friburgo o “Hadera” in Israele, Kiskanu a Verona. Sono esperienze dove i modi e i tempi dello studio sono decisi assieme agli alunni e non vengono imposti modelli a cui uniformarsi. Irene Stella, relatrice al Convegno e autrice del libro “Liberi di imparare”, sintetizza così lo spirito di queste scuole: “Il migliore adulto che un bambino può diventare è sé stesso”.

Rispetto a queste esperienze, il punto più originale e caratterizzante dell’impostazione della Scuola del Gratuito è il rilievo dato alla presenza degli “ultimi” come risorsa nella scuola. Sotto questo aspetto si può affermare che, ove si siano messe in campo le risorse necessarie, l’integrazione nella Scuola italiana può essere citata come esempio positivo. Solo dopo che sono state messe in atto restrizioni al sostegno si sono registrati casi di rifiuto da parte dei genitori che hanno chiesto lo spostamento dei figli da classi con un disabile. Da notare che l’integrazione scolastica è attiva dal 1977 e finora i giudizi sono stati positivi e hanno confermato che l’integrazione migliora la qualità della Scuola sotto diversi aspetti, in particolare la preparazione degli insegnanti e la relazione fra gli alunni. Su questo aspetto relazionerà Andrea Canevaro.

Il primo strumento che la Scuola si dà è quindi la presenza di alunni in situazione di difficoltà, risorsa importante per coinvolgere la classe sui valori e i bisogni, ai quali la scuola è chiamata ad adeguare ritmi di lavoro e di apprendimento. Ritmi che, comunque, non possono essere uguali per tutti. Come pure non può essere uguale per tutti la valutazione, che non è strumento di competizione, ma atto educativo di fiducia e valorizzazione, rispettosa dell’identità personale. Strumenti fondamentali sono la cooperazione e la comunicazione attiva, attuati in un clima di gratuità, sia nel lavoro didattico in classe che nella programmazione. Quest’ultima deve essere partecipata, frutto dell’ascolto dei bisogni di ogni alunno. Alla gestione della scuola partecipano le famiglie, non come “clienti” ma come strette collaboratrici. Gli educatori si pongono in ascolto dei genitori soprattutto per gli aspetti che riguardano l’interiorità e l’affettività. Come parte attiva della Scuola, le famiglie partecipano alla valutazione.

Relatori presenti al convegno
Giovanni Paolo Ramonda – Responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII. Laureato in Pedagogia e papà di Casa-famiglia
Ferdinando Ciani – Docente di scuola secondaria di primo grado, responsabile del “Gruppo di studio sulla scuola del gratuito”. Autore dei libri “La scuola di Pinocchio”, “A scuola senza profitto” e “La scuola del gratuito” in uscita al Convegno.
Irene Stella – Docente di matematica, co-autrice del libro “Liberi di imparare”, attiva in Europa e in Italia nell’European Democratic Education Community e nella Rete per l’Educazione Libertaria.
Riziero Zucchi – Docente presso l’Università di Torino. Autore di diversi libri e pubblicazioni sulla “Pedagogia dei genitori”.
Leonardo Becchetti -. Docente di Economia presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Collabora con “La Repubblica” e “Avvenire”. Autore di diversi libri fra cui “La felicità sostenibile. Economia della responsabilità sociale”
Andrea Canevaro – Docente di Pedagogia presso l’Università di Bologna. Esperto di integrazione scolastica, ha scritto sull’argomento numerosi libri.

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