Sesso nel parco, non paga la prestazione e si inventa una rapina

La presunta vittima ha chiesto aiuto ai carabinieri raccontando un'aggressione, ben diversa la versione del fantomatico autore

Momenti concitati quelli della giornata di lunedì quando i carabinieri di Cattolica sono stati chiamati da un uomo che, a suo dire, era stato appena rapinato e massacrato di botte da un malvivente. A chiedere l'aiuto dei militari dell'Arma era stata la vittima, un bancarioriminese, che secondo il suo racconto stava camminando tra i canneti del fiume Conca quando era stato avvicinato da un ragazzo di colore il quale gli aveva intimato di consegnargli soldi e orologio. Al rifiuto dell'uomo, lo straniero lo aveva picchiato a sangue tanto da spaccargli la faccia e costringerlo a ricorrere alle cure del pronto soccorso di Riccione da dove era stato poi dimesso con una prognosi di 30 giorni. La vittima era stata molto precisa nel descrivere l'aggressore tanto che, i carabinieri, sono riusciti a rintracciare quasi subito un 29enne senegalese, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio, furto ed estorsione. Oltre a corrispondere alla descrizione del bancario, i militari dell'Arma hanno trovato addosso allo straniero l'orologio strappato alla vittima ma, portato in caserma, il 29enne ha raccontato una versione molto diversa dell'accaduto.

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Secondo il senegalese, infatti, la presunta vittima si era appartata con lui sul greto del fiume per consumare un rapporto omosessuale a pagamento terminato il quale il bancario si era rifiutato di versare quanto patuito. E' stato a questo punto che il 29enne sarebbe andato su tutte le furie e, con la forza, si era preso i soldi della marchetta. I carabinieri, quindi, sono tornati dalla vittima che, messa alla strette, non ha potuto far altro che ritrattare la sua denuncia anche se ha voluto precisare agli inquirenti dell'Arma che non aveva concordato nessun pagamento per la prestazione sessuale.

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