Trigone viola recuperato nell'invaso del Ponte di Tiberio, ma muore per le ferite alla coda

I volontari della Fondazione Cetacea: "L'animale presentava delle ferite gravi alla coda, che era stata mutilata probabilmente per privarla dell'aculeo velenoso"

E' stato recuperato martedì dalla Fondazione Cetacea un trigone viola nell’invaso del Marecchia, vicino al Ponte di Tiberio. La Fondazione è intervenuta dopo aver ricevuto la segnalazione della presenza dell'animale che da un paio di giorni stava nuotando in difficoltà nell’invaso. Scientificamente chiamato “Pteroplatytrygon violacea”, è un pesce cartilagineo caratterizzato dal corpo di forma discoidale molto affusolato con delle larghe pinne pettorali.

I volontari della Fondazione si sono recati sul posto e, con il supporto di Enzo Pastore dell’associazione Marinando che ha messo a disposizione il suo mezzo nautico, sono riusciti a recuperare il trigone. "E' stato subito chiaro che l’animale presentava delle ferite molto gravi alla coda, che era stata mutilata probabilmente con l’intenzione di privarla dell’aculeo velenoso. Purtroppo nonostante l’immediato ricovero e le cure prestategli, il trigone non ha superato la notte", spiegano i volontari.

inavso ponte di tiberio - fondazione cetacea-2

"Siamo molto dispiaciuti per l’esito di questo intervento – continuano dalla Fondazione Cetacea –, vorremmo che non succedessero più episodi così, che purtroppo però si ripetono tutti gli anni. Il trigone se non disturbato è un animale totalmente innocuo e non aggressivo. Proprio in questo periodo le femmine gravide (i trigoni sono infatti ovovipari e le uova sono incubate e si schiudono nell’organismo materno) si avvicinano alla costa e scelgono i nostri lidi per la riproduzione: nel caso vi capitasse di avvistarne una basta tenersi a distanza di sicurezza (per voi e per lei) per godersi lo spettacolo". 

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I volontari rinnovano la raccomandazione già fatta alcune settimane fa in occasione di un altro recupero chiedendo "di non sollevare mai l’animale afferrandolo per gli opercoli posti dietro gli occhi o dalla coda in caso di cattura accidentale in reti".

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